IL COMMENTO DI FRANCESCO
ALESSANDRO PIPERNO
“CON LE PEGGIORI INTENZIONI “
“CON LE PEGGIORI INTENZIONI “
Mondadori editore
Non mi era mai capitato di far fatica a tenere a mente il titolo del libro che stavo leggendo. Più di una volta nei primi giorni, sono ritornato alla copertina per rinfrescarmi il titolo. Non c’è dubbio che la lettura è proceduta per un bel po’ di malavoglia, ma di fatto non è un libro che si fa lasciare. Col ripasso di diverse pagine poi, è venuto fuori lo spessore di questo scrittore di cui finora non avevo letto niente. Piperno ci parla della saga famigliare dei Sonnino ed in parallelo quella dei Cittadini. Due famiglie legate da intensi rapporti di affari, di amori, di connivenze, di invidie, di rancori. L’ambiente è quello della Roma bene. Il tempo è la seconda metà del novecento, quello della guerra fredda e come questa il rapporto tra le due famiglie si conclude drammaticamente nel 1989: là con la caduta del muro, qui col disastro alla festa dei diciott’anni di Gaia.
Si può leggere il libro anche come la storia di un adolescente , Daniel, che con un padre globetrotter ed una madre psicologicamente assente, soffocato dalle sue timidezze, rimane vittima delle sue manie feticistiche incapace di maturare ad una vita sessuale adulta .
Una terza lettura è quella dell’ebraismo contemporaneo tra Roma ed Israele vista da un mezzo ebreo incazzato con gli ebrei. Perché …”sono secoli, millenni che gli ebrei parlano male degli ebrei allo solo scopo di parlarne bene”.
Piperno è un grande affrescatore di personaggi, di ambienti, di avvenimenti. Ma è anche un grande scultore che fa emergere la figura con l’arte del cavare. Memorabile il tratteggio di Alfio Bonanno che vien fuori dai suoi colpi di mazzetto : sei “niente” successivi (niente libri, niente cinema, niente seghe,ecc. ), seguiti da otto “nessuno/a” ( nessuna contrapposizione ideologica, nessuna commozione, nessun adulterio, ecc.) ed infine una sparata di undici “un/uno” di cui diversi ancora in negativo ( Uno che non è disposto a consumare, che non vuol mettere i propri danari in circolo, che non ama viaggiare ) . Per concludere ancora con una negazione : “..il resto per lui non esiste”.
Si sono fatti dei richiami a P. Roth. Ma l’erotismo di Roth è grandioso, intensamente vissuto . Qui c’è quello epidermico, ostentato, frivolo di Bepy, poi c’è quello discreto, privatissimo, sconosciuto del figlio Luca, infine c’è quello introverso, patologico, fallimentare del nipote Daniel.
Si sono fatti dei richiami a M. Richler. Ma là c’è humor , qui il segno costante di una decadenza inevitabile verso un fallimento epocale, famigliare ed individuale.
Insomma Piperno c’ha messo tutte le sue peggiori intenzioni per fare un libro che ho trovato definito come “..un po’tristanzuolo”, ma che mostra il segno di un grande talento.

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