Gruppo di Lettura di Rozzano

14.5.11

FRANCESCO HA SCRITTO:


AMELIE NOTHOMB “IGIENE DELL’ASSASSINO”


Ci risiamo col mito del paradiso terrestre: L’eterna fantasia mitologica che permea da sempre tutte le culture umane da quando l’evoluzione darwiniana ha fatto scattare la coscienza esistenziale del sé e della fatica del vivere in un mondo implacabile, con le sue leggi per la sopravvivenza a cui neanche l’uomo può sfuggire.
La Nothomb ha inventato in una grande tenuta un paradiso terrestre per due bellissime giovani vite infantili che vi vivono talmente infatuate da promettersi reciprocamente la morte se dovesse sopraggiungere la pubertà. E così avviene: La bambina Leopoldine viene strangolata dal ragazzo il quale ormai adolescente cancella ogni traccia della sua vita precedente e sprofonda in una metamorfosi fisica e mentale che lo porta a vivere fino alla vecchiaia quasi segregato, fisicamente trasformato in un essere sgradevole misogino antisociale obeso fino all’incapacità della deambulazione. Vomita il suo rancore verso la società e le donne in un prolifico fiume di improbabili romanzi che lo portano assurdamente al Nobel per la letteratura. Ma alla fine della sua vita arriva la vendetta nelle sembianze di una giornalista che si materializza davanti ai suoi occhi come realizzazione vivente di quel grande progetto umano che Leopoldine non è potuto essere : ha il fascino e la determinazione di una matura giovinezza femminile dotata di intelligenza, preparazione professionale, indipendenza, acume. Smascherato, folgorato, innamorato non può che desiderare ed ottenere di essere a sua volta strangolato per mano di questa reincarnata e cresciuta Leopoldine, sfuggita ai suoi grotteschi sogni infantili.