Gruppo di Lettura di Rozzano

25.9.09

DIRETTAMENTE DALLA PENNA DI FRANCESCO ...

Paolo MAURENSIG
LA VARIANTE DI LUNEBURG
Editore Adelphi

Lo scacchista non può concepire la vita senza il campo di battaglia della scacchiera. IL gioco è cruento e la leggenda vuole che sia costata la vita al suo stesso inventore. Chi ne è preso dalla passione rimane ad esso indissolubilmente legato in modo totalizzante se non distruttivo.
Chi narra è l’ebreo Tabori che cerca da decenni senza successo il suo aguzzino nazista che nel campo di concentramento lo aveva costretto a giocare a scacchi, ponendo come posta la vita dei suoi compagni di sventura. Ad ogni sconfitta di Tabori ne venivano giustiziati un numero crescente in progressione geometrica. In tal modo l’ufficiale nazista si assicurava che l’ avversario giocasse non per compiacerlo ma bensì al massimo delle sue capacità di grande giocatore, qual’era stato prima del suo internamento.
L’occasione per scovarlo gliela offre un ragazzo adolescente molto dotato al quale egli insegna tutta l’arte del gioco, compresa una originalissima variante che “ implica il sacrificio di un cavallo, dopodiché si precipita nel caos, ma conoscendone le conseguenze si può contare di uscirne vittoriosi otto volte su dieci”. Sarà questa variante adottata da Tabori al tempo dell’internamento ed ora dal giovane Mayer nei tornei internazionali a funzionare da esca .
L’ex ufficiale nazista, divenuto facoltoso imprenditore con lo pseudonimo di Frisch, ma rimasto accanito appassionato di scacchi, ne parlerà nella sua rivista di scacchi , permettendo così a Tabori di identificarlo. Sarà il giovane Mayer a recapitare a Frisch come segno di riconoscimento un cencio a forma di scacchiera dei tempi dell’internamento. E Frisch si suiciderà dopo avervi giocato in solitudine “ la sua ultima partita: quella con la morte.”
E’ un romanzo che coinvolge come un giallo, di cui mi pare abbia la struttura, con indizi significati e considerazioni che si apprezzano appieno solo con una seconda lettura, almeno della prima parte. Così è successo a me.
Importante, puntuale e convincente l’ambientazione storica delle vicende nel grande ed affascinante mondo degli scacchi di cui fa rivivere imprese straordinarie e protagonisti storici. Di questi sa cogliere ed infondere nei suoi personaggi le grandi genialità, le passioni, le fragilità psicologiche, gli incubi e le tremende solitudini. Tabori è solo nella ricerca ostinata del suo aguzzino e nel concepire il piano per scovarlo. Mayer si riduce ad una solitudine degradata e vagabonda dopo la scomparsa del suo maestro. Frisch coltiva in solitudine la passione per gli scacchi, seppellito nel suo mondo dorato sotto falsa identità.
E ci sono anche pagine tremende, quelle che parlano dell’odio montante che ha coinvolto intere nazioni negli anni trenta, del fatalismo degli ebrei, della ferocia nazista nel demolire le personalità delle vittime ridotte a vedere negli aguzzini delle deità per il loro potere di vita e di morte . Parlano del calvario del recluso fino alla insensibilità al dolore come condizione per la sopravvivenza. E’ sempre con stupefatta partecipazione che leggo pagine così coinvolgenti della ricostruzione storica ed ambientale di quella immensa tragedia dell’umanità. Ed a questo proposito per capire e sapere di più vorrei raccomandare due romanzi dal preponderante contenuto autobiografico: Helga Schneider “Lasciami andare madre”; Imre Kertész (premio nobel) “Essere senza destino”. La prima ha avuto una madre fanatica nazista , che tale è rimasta anche dopo tanti anni . Il secondo racconta la sua shoah attraversata con la sua vita ed i suoi occhi di adolescente.

24.9.09

Mercoledì 23 settembre 2009

La variante di Luneburg
Paolo Maurensig - Adelphi
www.adelphi.it


Il libro, poco meno di cento cinquanta pagine, ha, non solo come motivo conduttore il gioco degli scacchi, ma tutte le peculiarità ad esso collegate.
Inizia come un buon giallo presentandoci un cadavere e l'incredulità delle persone vicine alla vittima.
La storia è costruita sapientemente tra presente, passato, informazioni e accenni che l'autore ha disseminato lungo tutto il libro, filosofia di vita e di morte, psicologia dei personaggi coinvolti.
Il motivo scatenante la morte di Frisch è da ricercare in un campo di concentramento di Bergen Belsen dove un giovane maestro, un ragazzo molto promettente tanto da essere considerato un maestro nonostante la giovane età, si trova rinchiuso costretto ai lavori forzati, ai digiuni e alla lotta quotidiana per la sopravvivenza; per non impazzire il giovane si rifugia negli scacchi giocando innumerevoli partite figurandosele nella mente. Un giorno, il giovane maestro viene chiamato a giocarne una vera, gli viene concessa una sistemazione migliore, pasti decenti: l'apparente buona sorte è pagata a caro prezzo: il pegno per ogni partita persa è la morte di prigionieri uccisi con progressione geometrica (prima una poi due e poi quattro...), la stessa progressione della leggenda che era costata la vita all'inventore del gioco degli scacchi.
L'enorme peso psicologico lo costringe a lottare con tutte le sue forze fino a quando il campo viene liberato dagli Alleati.
La vita riprende fino a quando un giorno a uno dei tavoli da gioco...

Un libro che ha appassionato tutti i presenti, una scrittura asciutta, una trama intrigante, indizi sapientemente disseminati lungo tutta la storia. Ogni lettore ha saputo trovare frasi chiarificatrici di questa o quella teoria. La morte di Frisch è stata causata da un altro essere umano? E' un omicidio, un suicidio, è colpa degli scacchi?
Appassionati di scacchi hanno trovato "vecchi amici", il dramma dell'olocausto ha portato alla luce esperienze familiari, ferite mai chiuse, domande a cui nessuno ha ancora dato una risposta.
La bellezza di questo romanzo ha spinto alcuni lettori a leggere un altro testo dello stesso autore: "Canone inverso": la storia di un violino acquistato in un'asta. Ricky Tognazzi ne ha tratto un film.

Prossimo incontro
martedì 27 ottobre 2009
Mal di pietre di Milena Agus

a cura di Lucia e Alberto

2.9.09

Poesia Narrativa e Scrittura Creativa

Sono aperte le iscrizioni alla sesta edizione de:

POESIA NARRATIVA '900 ITALIANO
&
LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA

sabato 17 ottobre 2009 - sabato 7 novembre 2009 - sabato 12 dicembre 2009
sabato 9 gennaio 2010 - sabato 6 febbraio 2010 - sabato 6 marzo 2010
sabato 10 aprile 2010 - sabato 8 maggio 2010

I corsi si terranno presso il: Centro Culturale Cascina Grande
Via Togliatti - 20089 Rozzano (Mi)

Corso di Poesia Narrativa '900 italiano
Sabato mattina dalle ore 11.00 alle 0re 13.00 - euro 100,00
La poesia deve considerarsi necessariamente un mezzo espressivo separato dalla prosa?
Un testo poetico può produrre narrazione, può trasmettere al lettore un racconto, una storia, pur rispettando i codici stilistici inerenti al fare poesia? Per rispondere a queste e altre questioni legate allo statuto e alla fruizione della poesia, si propone un percorso che attraverso il Novecento, in particolare la seconda metà del secolo, arriva fino ai nostri giorni, un percorso in cui alcuni testi selezionati di otto grandi poeti consentiranno di individuare una linea della produzione poetica che abbandona in gran parte l'idea orfica legata al gesto poetico per avvicinarsi invece a una forma di poesia esperienziale, sia nei contenuti sia nella forma, una prassi in cui la contaminazione con la lingua parlata e con molti stilemi mutuati dalla prosa ha dato via a testi poetici che confinano, e anche sconfinano, in ciò che chiamiamo convenzionalmente narrazione.
Si leggeranno e si discuteranno testi di Guido Gozzano, di Eugenio Montale, di Giorgio Caproni, di Pier Paolo Pasolini; è prevista una panoramica sulla poesia italiana contemporanea al femminile con testi di Patrizia Valduga, Antonella Anedda, Silvia Bre, Elisa Biagini, Roberta Dapunt.

Laboratorio di Scrittura Creativa
Sabato pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00 - euro 160,00
Sulla base della guida e delle suggestioni del docente, si darà corpo a un work in progress che, attraverso una serie di tappe successive in cui si toccheranno tecniche narrative ed espressive differenti, porterà alla stesura di un testo narrativo. Durante ogni incontro verranno letti e commentati i lavori di ciascun partecipante, svolti nel tempo tra un appuntamento e quello successivo, che avrà così modo di confrontare l'esito del proprio lavoro con la valutazione del docente e con il parere dei compagni di percorso. Il laboratorio è rivolto a tutti coloro che coltivano la passione per la scrittura, che hanno il piacere di condividerla e che la vivono cone una costante tensione conoscitiva.

Docente: Francesco Pettinari. Laureato in Filosofia, ha frequentato il Master in Tecniche della Narrazione della Scuola Holden di Torino. Conduce gruppi di lettura presso il Circolo dei Lettori di Torino, collabora con la casa editrice Einaudi, con la rivista L'Indice dei Libri del Mese, con la scuola Holden e, dal 2004, con l'Associazione Culturale Amici della Biblioteca di Rozzano.

Contatti per informazioni e prenotazioni
Lucia 347 8700437
amicicascinagrande@virgilio.it
biblioteca di Rozzano tel. 02 8925931

A cura di Lucia e Alberto