INCONTRO DEL 19 FEBBRAIO
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“UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGIE”
di Oriana Fallaci edito da Rizzoli.
Pareri diversi e contrastanti sull'opera postuma di Oriana Fallaci che appartiene al genere della grande saga famigliare, come lei stessa scrisse sulla copertina della cartella del manoscritto originale giunto agli eredi, dove ha innestato molta fantasia su di un canovaccio arrivatole per tradizione orale da parte dei genitori, degli zii, dei nonni e da lei trasformato in romanzo con l'ausilio di un lungo, difficile e paziente lavoro di ricerca accurata dei dati anagrafici riguardanti i suoi avi per consentirle di ricostruire l'albero genealogico su su fino a circa metà del 1700.
Il risultato è lì da vedere, anzi da leggere: nonostante le ottocento pagine si arriva all'ultima pagina in un fiato. Eventuali momenti di pausa o di flessione passano in secondo piano perchè il ritmo e la capacità di avvincere il lettore prevalgono.
Il risultato è lì da vedere, anzi da leggere: nonostante le ottocento pagine si arriva all'ultima pagina in un fiato. Eventuali momenti di pausa o di flessione passano in secondo piano perchè il ritmo e la capacità di avvincere il lettore prevalgono.
La Fallaci non è certo classificabile tra gli storici, ma dobbiamo riconoscere che le vicende personali dei nonni, bisnonni, trisnonni, arcavoli di O.F. hanno dato il destro di raccontare quasi tre secoli di storia italica, e non solo, in modo accattivante, rendendoli facili al ricordo e meno ostici rispetto a quando eravamo costretti a studiare sui banchi di scuola.
I suoi libri hanno sempre fatto discutere e questo non è da meno. Sono sovente stati ispirati da esperienze giornalistiche personali o da vicende intime sue, come fu il caso di “Un uomo” e di “Lettera a un bambino mai nato”.
I suoi libri hanno sempre fatto discutere e questo non è da meno. Sono sovente stati ispirati da esperienze giornalistiche personali o da vicende intime sue, come fu il caso di “Un uomo” e di “Lettera a un bambino mai nato”.
Grande giornalista, fra le pochissime donne in questa professione in anni di assoluto monopolio maschile, si fece apprezzare in tutto il mondo. L'evento dell'11 settembre 2001 che sconvolse gli USA e l'Occidente, fece assumere a OF una posizione di assoluta intransigenza avversa la cultura islamica; gli ultimi suoi scritti provocarono polemiche e dibattiti, anche processi, tanto è vero che alcuni dei suoi incondizionati ammiratori si schierarono su posizioni opposte. Come non ricordare lo scambio di lettere con Tiziano Terzani?
La malattia che l’ha fatta soffrire negli ultimi suoi anni - morì nel 2006 - e l'attentato alle Torri Gemelle, le hanno certamente impedito di concludere personalmente l’immane opera iniziata nel 1990 (e forse prima).
La malattia che l’ha fatta soffrire negli ultimi suoi anni - morì nel 2006 - e l'attentato alle Torri Gemelle, le hanno certamente impedito di concludere personalmente l’immane opera iniziata nel 1990 (e forse prima).
Oriana Fallaci ci invita a riflettere: bisogna saper convivere con la morte, perché si vive sapendo che bisogna morire, senza la morte non ci sarebbe - paradossalmente - la vita.
La forma e lo stile, non sempre omogenei, risentono della mancanza di una stesura finale che, ai lettori più attenti, è apparsa in maniera abbastanza palese, ma non in misura inaccettabile.
La forma e lo stile, non sempre omogenei, risentono della mancanza di una stesura finale che, ai lettori più attenti, è apparsa in maniera abbastanza palese, ma non in misura inaccettabile.
Le voci in dissonanza hanno parlato di operazione editoriale commerciale, di confusione espositiva: il gruppo di lettura è anche questo. Ognuno dice la propria, sempre nel rispetto dell'opinone degli altri, in armonia collettiva, ogni volta con il desiderio e la convinta intenzione di ritrovarsi il mese successivo per un nuovo stimolante dibattito, come avverrà nel:
PROSSIMO INCONTRO del 17 MARZO
quando avremo letto: "LA STRADA" di Cormac McCarthy - Einaudi editore
