
MAGDA SZABO'L'ultimo incontro - prima della pausa estiva - ha visto assoluta protagonista la brava scrittrice Ungherese Magda Szabò con due fra i suoi più belli e ormai meritatamente famosi romanzi.
"La ballata di Iza" - editore Einaudi
Quando muore il marito Vince, un giudice che durante gli anni del fascismo ungherese aveva subito gravi torti, la vecchia signora Szocs si ritrova completamente sola nella modesta casa di famiglia nella campagna ungherese. È allora che la figlia Iza, una dottoressa di successo che vive sola nel rigore di Budapest, decide di portare la madre a vivere con sé. Ma nella nuova casa, perfetta e confortevole come vuole la posizione di Iza, la signora Szocs non si trova affatto a suo agio: tutto è troppo freddo e senza vita, proprio come Iza. E così, a poco a poco, la fragile donna si chiude in un mutismo impenetrabile, affievolendosi inesorabilmente fino al giorno in cui non decide di ritornare al suo villaggio per compiere un gesto inatteso e liberatorio.
"La porta" - editore Einaudi
Due donne che tutto separa, due vite diverse che si scontrano. Magda Szabò descrive la strana relazione che per vent'anni è intercorsa tra lei e la sua donna di servizio. Una donna ruvida, senza età, con i suoi principi e bizzarrie, riservata, e con dei segreti nascosti gelosamente dietro la "porta" eternamente chiusa. Se tra il marito di Magda e la donna c'è subito simpatia, viceversa tra le due donne la relazione è imprevedibile, fatta di litigi, riconciliazioni, di non detto. Poco a poco il loro rapporto si distende, Emerence si vota alla narratrice, il loro legame diventa esclusivo, esigente...
La stesura dei due lavori è avvenuta a distanza di anni: il primo è del 1963 e il secondo del 1987. Al lettore attento non sfugge che M.S. si è evoluta e ha raffinato sia la scrittura che la definizione dei personaggi, invero che Emerenc e la sua padrona, scrittrice (accenno autobiografico), sono al centro assoluto della storia, mentre nel primo Iza e sua mamma spiccano sì, ma è più corale, ci sono altre figure e altre storie che avrebbero potuto essere sviluppate a parte fino a poter dare la trama ad altri scritti.
I due romanzi hanno un unico comune denominatore rappresentato dal tragico rapporto che si trasforma in conflitto tra due donne: Iza e sua mamma nel primo ed Emerenc e la sua padrona, nel secondo. In entrambi troviamo un carattere forte (Emerenc e Iza) che si erge rispetto all'altra donna dal carattere al contrario più fragile (rispettivamente la scrittrice=padrona di casa e la mamma di Iza). Ciò non toglie che non ci siano sentimenti d'amore e/o di profonda amicizia.
Iza è stata paragonata a un soldato che si è battuto/a fin da bambino/a per difendere se stessa e la famiglia dagli attacchi del mondo. Tutto quanto è riuscita a ottenere è il frutto della sua caparbietà, non ultima la splendida e prestigiosa realizzazione del centro termale sorto nel paese natale di Antal, il marito. E' nei rapporti con i suoi cari che invece al contrario fallirà. Antal l'abbandona e la madre, una volta vedova resterà profondamente delusa e attonita di fronte al pragmatismo con il quale Iza ha modellato la nuova vita a Buda alla quale vuole si conformi anche l'anziana madre, sradicata dalla tranquilla vita di provincia.
Ne "La porta" troviamo una M. S. più matura e le figure di Emerenc e della scrittrice sono più approfondite e se nel primo romanzo l'epilogo ha un alone di fatalità nell'incidente mortale in cui incappa la mamma di Iza, in questo invece c'è la certezza che l'anziana domestica, sentitasi tradita dalla persona in cui aveva trovato un porto in cui rifugiarsi dopo le tempeste della sua travagliata esistenza, si lascia volontariamente morire. Magda avrebbe dovuto difendere da occhi estranei quanto la porta aveva da anni tenuto al riparo da occhi estranei il mondo segreto di Emerenc? a costo di rinunciare alla cerimonia formale di consacrazione che la proclamava scrittrice di fama?
Con questo ricco materiale la discussione è stata vivace seppur avvenuta a ranghi ridotti dovuti alle prime partenze verso mari e monti. Come di prammatica si sono formati due fronti ognuno pro o contro la donna definita forte di ciascun romanzo, ritenute causa prima dell'amaro finale di entrambe le storie.
Paolo Maurensig
"LA VARIANTE DI LUNEBURG"
editore Adelphi
BUONE VACANZE A TUTTI !
a cura di Lucia e Alberto

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