Gruppo di Lettura di Rozzano

30.11.08


Commento di Francesco
IRENE NEMIROVSKY
“ Suite Francese “

Irene sa che l’internamento è imminente, ciononostante concepisce un grande progetto letterario sulla falsariga di un’opera musicale (La Quinta Sinfonia) in cinque movimenti di cui è riuscita a comporre i primi due e a delineare i due successivi. Solo uno spirito cosciente del proprio valore creativo può subordinare la preoccupazione per il destino che l’attende alla esaltazione per la realizzazione di un’opera da consegnare a un futuro che lei lucidamente percepisce non le sarà permesso di vedere. Ed in effetti passeranno solo 35 giorni tra il suo arresto ad opera della solerte gendarmeria francese e la sua eliminazione a Birkenau il 17 agosto 1942-
Ambienta le storie nel tempo reale in cui vive e di cui stigmatizza con spietatezza e ironia (ebraica?) le meschinità, la grettezza, l’arroganza, l’ipocrisia delle classi privilegiate a cui lei stessa appartiene per censo ( I Pericand, Gabriel Corte, i visconti di Montmort) altezzose, offese per la perdita del loro prestigio, ma poi pronte a collaborare perché capiscono che i tedeschi possono proteggerle dai malviventi, dalla repubblica, dagli inglesi, dai comunisti.
Non c’è mai odio per gli occupanti, che pure stanno così minacciando la sua esistenza. Ma anzi tutto “Dolce” è un contrappunto poetico sulla familiarizzazione tra i giovani occupanti e i paesani all’inizio diffidenti. Utilizza apposta, a mio parere, non un reparto di SS ma un reparto di cavalleria. C’è solo una persona che odia visceralmente: è la Sig.ra Angellier, che proprio per preservare il suo odio erige una barriera di totale separatezza fisica e mentale dall’occupante. Arriva al punto da odiare la musica, perché essa abolisce le frontiere, le differenze di lingua, di abitudini , di origine. Ma quasi a giustificare la visceralità di quest’odio alla fine fa apparire questa donna affetta da allucinazioni psicopatiche.
Tutta la scrittura ha un ritmo di movimento, quasi a rispecchiare l’urgenza della scrittrice a contenere nella sua opera tutta la complessità del suo progetto narrativo, giustamente paragonato a quelli dei grandi scrittori russi. Non c’è tempo per il ritmo lento della contemplazione. E’ serrata anche l’evoluzione psicologica di Lucille , che dall’incontro col giovane ufficiale prende la forza per il suo processo liberatorio dalla sudditanza dalla suocera, dal marito e dall’ambiente.
E’ un grande romanzo, rimasto ingiustamente sepolto per 60 anni.

28.11.08






Terza serata

"CHE FUMETTI IN BIBLIOTECA"

"PROFESSIONE FUMETTISTA"

"Dietro le quinte della fabbrica dei sogni"

La formazione annunciata in programma, si è arricchita, a sorpresa, con la presenza del Capo Redattore di TOPOLINO (Disney Italia), Davide Catenacci, quindi parafrasando il gergo calcistico la squadra scesa in campo era composta da: Luca Enoch (autore unico di "Sprayliz" e "Gea"), Gastone Mencherini (disegnatore e illustratore), Fausto Vitaliano (sceneggiatore Disney), Claudio Mangiafico (studente del Corso di fumetto della Scuola di Arte Applicata del Castello Sforzesco) e Davide Catenacci. A dirigere da bordo campo ... pardon ... a coordinare il moderatore Loris Cantarelli.
Il fascicolo tanto atteso, prima di arrivare in edicola odoroso d'inchiostro tipografico e fresco di stampa, che cammino ha percorso? Chi sono, che ruolo e quale specializzazione hanno i professionisti che lavorano "dietro le quinte" richiamate dal sottotitolo del tema della serata?

Per la maggior parte dei casi, ciascuna edizione è frutto di un lavoro di squadra che, per motivi strettamente esecutivi, lavora sul progetto, come vedremo di seguito, molto tempo prima della data scelta per la pubblicazione. Nel caso del famosissimo Topolino, Davide Catenacci ha spiegato che gli autori (vedi p.e. Fausto Vitaliano) ricevono dalla redazione (o propongono in autonomia) il suggerimento di scrivere una storia con un certo soggetto, che potrebbe anche essere ispirato a fatti di attualità. Una volta scritto e approvato, è il momento dello sceneggiatore che trasformerà le parole in vignette disegnate quest'ultime dagli specialisti della matita e dell'inchiostro di china. Infine per apprezzarle nella loro veste definitiva dovranno essere completate con la colorazione, ove prevista, e dalla scrittura dei dialoghi inscritti entro le fatidiche "nuvolette" o fumetti.

Come si può capire la strada da percorrere è articolata e l'ordine di grandezza del tempo per realizzare il prodotto si misura in mesi.

Quando leggiamo un fumetto la storia ci intriga sovente al punto di trascurare l'osservazione attenta delle tavole. Grave mancanza. Ogni vignetta è frutto di un lavoro straordinario di ricerca filologica dei luoghi e dell'epoca storica dove si muovono i protagonisti. Così come l'inquadratura (rubando dal gergo cinematografico) non è fine a sè stessa e nei casi di fumetti d'autore di vaglia non è statica, ma, dove serve, suggerisce l'idea del movimento. Anche i particolari anatomici - dall'espressione di un viso al particolare di un fascio di muscoli tesi nello sforzo dell'azione - devono essere realistici, quasi fossero tavole di un testo universitario.

Luca Enoch, in qualità di autore unico (è autore, sceneggiatore, disegnatore) e Gastone Mencherini, hanno spiegato la necessità di documentarsi scrupolosamente sull' epoca in cui è ambientata la storia, compresi gli sfondi e gli scenari delle vicende. Dall'abbigliamento agli edifici, dalle montagne ai fiumi alle ambientazioni negli interni, ecc.

E che dire dello studio di come comporre la tavola in presenza di luce proveniente da una determinata direzione oppure il punto di osservazione del lettore, dettato dal disegnatore con maestria, che per esempio gli fa vedere dall'alto la selva dei grattacieli di una megalopoli dove si muovono i Supereroi? Claudio Mangiafico, giovane artista di Rozzano ha mostrato alcuni suoi studi su questi aspetti grafici dettagliandone lo sviluppo.

Agli occhi superficiali di un non esperto, una storia a fumetti può sembrare un prodotto di valore esclusivamente commerciale o un gradevole passatempo. Al contrario è la sintesi di impegno, ricerca e abilità individuali non comuni.

Al termine domande e cortesi risposte di prammatica e calorosi applausi a tutta la squadra dei Professionisti del Fumetto.

Arrivederci giovedì 4 dicembre per la quarta e ultima serata
interverrano:

Mario Gomboli (sceneggiatore ed editore di "DIABOLIK") Pasquale Del Vecchio (disegnatore di "Tex"), Tito Faraci (sceneggiatore di "Topolino", "Lupo Alberto", "Brad Barron", "Tex"), Michele Ginevra (Direttore del Centro Fumetto Andrea Pazienza di C remona), Loris Cantarelli (redattore di "Fumo di china" e moderatore dell'incontro) esporranno le loro opinioni su:

"Il futuro delle vignette: "lo spazio bianco" tra il presente
e l'anno che verrà."

a cura di Lucia e Alberto

22.11.08

INCONTRO DEL 21 NOVEMBRE '08



Ultima serata del 2008: unanimi, seppur con qualche rammarico da parte di coloro che più sentono la mancanza dell'incontro mensile, s'è deciso di saltare dicembre, mese denso d'impegni con la famiglia e gli amici.



"SUITE FRANCESE" di Irene Nemirovsky - Adelphi Editore
Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky, d'origine ebrea, nata a Kiev nel 1903 e quindi esule con la famiglia in Francia dopo la Rivoluzione Bolscevica, compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco).

Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce e nel quale si trova una preziosa e indispensabile appendice costituita dalla raccolta delle note della stessa I.N. scriveva a margine del manoscritto e dalla serie di lettere/telegrammi scambiati dall'A. e dal marito con conoscenti e amici nell'intento di trovare salvezza dallo spietato rastrellamento antisionista, concluso con l'arresto, la deportazione e la morte dopo poche settimane di prigionia nei lager nazisti.

E' un'opera straordinaria per la testimonianza che ci trasmette di quei mesi tragici, non solo a causa del destino della coppia Nemirovsky, ma anche di una Nazione e del suo Popolo.

Con uno stile elegante, a volte poetico, altre pungente e ironico, descrive le debolezze, ma anche le virtù, di un popolo di fronte alla guerra e alla sconfitta.

Alle due parti che lo compongono si può aggiungerne, forse arbitrariamente ma non certo per non pertinenza (scusate il bisticcio), una terza costituita dalla storia dei due coniugi Nemirovsky/Epstein, delle loro due giovanissime figlie, perseguitate dai gendarmi, costrette a fuggire con l'aiuto e l'abnegazione della loro tata, mai separate dalla valigia che conteneva, tra le poche altre cose tutte affettivamente preziose, il manoscritto che mai vollero leggere se non dopo molti anni quando lo affidarono a un editore che, pubblicandolo, permise venisse alla luce l'opera della loro mamma e del compimento del tragico destino che accumunò i loro genitori.

"LA MENNULARA" - Editore Feltrinelli
"La Mennulara" è il romanzo d'esordio del 2002 di Simonetta Agnello Hornby.
La storia inizia il 23 settembre 1963, con la morte di Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara, per essere stata in gioventù raccoglitrice di mandorle. La Mennulara, domestica a servizio della famiglia Alfallipe fin dall'età di 13 anni, aveva ricoperto un ruolo ben più importante di quello di cameriera, in quanto, grazie alla sua brillante intelligenza, era stata anche l’amministratrice di tutti i beni della famiglia. Infatti, nonostante non fosse in grado di scrivere ma solo di leggere, la Mennullara era diventata il cardine centrale della famiglia Alfallipe sia dal punto di vista affettivo che da quello economico: le sue capacità nel gestire i beni della famiglia Alfallipe avevano consentito ad ogni componente della famiglia di continuare a fare ciò che ognuno preferiva, senza preoccupazioni materiali. Allo stesso tempo, l'intelligenza e la caparbietà della Mennulara erano riuscite nel tempo a sfruttare le non-occasioni della sua vita, trasformando in elementi positivi e a suo favore tutte le grandissime disgrazie incorsele fin dalla fanciullezza. Queste grandissime disgrazie, dalla morte del padre, alla responsabilità di mantenere la sorellina e la mamma malate, alla violenza che aveva subìto, avevano fatto sì che fosse circondata da una cappa di apparente freddezza che incuteva timore e rispetto reverenziale. Tutti in paese parlavano di lei, favoleggiando sulla ricchezza che avrebbe accumulato in modo non chiaro, forse addirittura grazie ai suoi rapporti con un mafioso.
E proprio attraverso gli abitanti del paese, il racconto si sviluppa: di capitolo in capitolo, il racconto si svolge attraverso un diverso io narrante, in cui la figura della Mennulara emerge al di sopra degli altri personaggi. Le passioni, la violenza, la malattia, le amanti, la vita e la morte ma anche il pettegolezzo che tutto porta e tutto trasforma, impregnano il romanzo con una vis leggera e vivace. Il romanzo si sviluppa così attraverso una struttura di piccoli capitoli con titoli quasi di sapore boccaccesco, che portano ad una successione di colpi di scena che sempre più trasformano la figura della protagonista da carnefice a vittima.


La Hornby riesce a vivacizzare il racconto attraverso una lingua molto ricca, in cui la Sicilia, e in particolare il paese di Roccacolomba (nome di pura fantasia), è forse la protagonista più vera. La lingua è utilizzata anche per esaltare la componente di humour che permea tutto il romanzo.
La Mennulara è un romanzo divertente e al contempo amaro e si legge tutto d’un fiato: le figure sono tutte delineate in modo vivace e sfaccettato e alla fine la personalità più complessa rimane proprio quella della protagonista, Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara, donna de panza, al pari di Don Vincenzo Ancona, riconosciuto da tutti come uomo di mafia.

PROSSIMO APPUNTAMENTO NEL 2009 il 14 GENNAIO alle 20.45 AVREMO LETTO

"RAGAZZI DI VITA" - Editore Garzanti
di PIER PAOLO PASOLINI

a cura di Lucia e Alberto

21.11.08

"CHE FUMETTI IN BIBLIOTECA"
SECONDA SERATA
giovedì 20 novembre 2008

Veramente un peccato che il pubblico non sia stato numeroso come al primo, ma il pubblico pesente al secondo appuntamento con il fumetto ha apprezzato l'impegno di Loris Cantarelli e di Claudio Mangiafico ripagati al termine da calorosi applausi.
Il tema riguardava i fumetti e i loro personaggi a partire dal 1961 fino ad oggi.
Come da programma, mentre Loris descriveva con dovizia di particolari e aneddoti un'infinita serie di titoli e personaggi che sovente sono passati nel firmamento del fumetto come meteore, mentre altri come la Pimpa ( dedicata ai bambini) o Dylan Dog (decisamente per gli adulti) hanno avuto dalla prima uscita, e tuttora conservano immutato, un successo davvero meritato, Claudio improvvisava alcune tavole, tra le quali, personalmente, ci ha colpito quella raffigurante Lupo Alberto e la sua fidanzata - la gallina Marta - che corrono in un prato, con la talpa Beppe in un angolo che spunta come di prammatica da un buco del terreno. Tutte le tavole disegnate da Claudio, comprese quelle della scorsa serata, sono visibili in Biblioteca dei Ragazzi.
Infine una curiosità che porta prestigio al nostro Paese e forse pochi conoscono: una percentuale altissima delle storie pubblicate nel mondo che vedono protagonisti i personaggi di Walt Disney sono scritte, sceneggiate e disegnate in Italia, precisamente a Milano.
Giovedì prossimo 27 novembre alle 21.00 tutti in
Cascina Grande.
Tema : PROFESSIONE FUMETTISTA - Dietro le quinte della fabbrica dei sogni.
Partecipano: Gastone Mencherini (disegnatore illustratore), Fausto Vitaliano (sceneggiatore Disney), Luca Enoch ( sceneggiatore e disegnatore, autore di "Sprayliz" e "Gea"), Claudio Mangiafico (studente del corso di fumetto della Scuola di Arte Applicata del Castello Sforzesco), Loris Cantarelli (redattore di "Fumo di China" e moderatore dell'incontro).
a cura di Lucia e Alberto

17.11.08


"CHE FUMETTI IN BIBLIOTECA"

PRIMA SERATA


Giovedì 13 novembre primo appuntamento in Biblioteca Cascina Grande con i fumetti.

Assoluto protagonista Loris Cantarelli che ha soggiogato il folto pubblico con la sua profonda conoscenza dell'argomento, con l'aiuto di oltre cento immagini, di cui alcune veramente rare.

Dagli albori fino al 1960, partendo dai proto-fumetti quali i graffiti delle caverne, i disegni delle tombe egizie fino alla Colonna Traiana, per arrivare, prima, alle vignette satiriche di fine '700 e dell'800 e infine ai protagonisti delle storie del Corrierino dei Piccoli (primo numero 27 dicembre 1908) e poi ancora la banda Disney, Tex, Supermen, Cocco Bill. Impossibile elencarli tutti.

Mentre Loris raccontava, il pennarello di Claudio Mangiafico, giovane artista-studente di Rozzano proponeva - prendendo in prestito il gergo televisivo - in diretta alcuni dei personaggi della serata.
Ricordiamo a tutti gli appassionati il secondo appuntamento di giovedì 20 novembre, ore 21.00.
Loris e Claudio, ci parleranno e disegneranno i fumetti dai favolosi anni '60 ai Supereroi, per concludere con i manga.

Fate passaparola !!

Infine, sempre in biblioteca fino al 6 dicembre, non dimenticate di ammirare un' interessante doppia mostra: i sessant'anni di Tex in 60 tavole e la vita e le opere di Andrea Pazienza a vent'anni dalla sua morte.


a cura di Lucia e Alberto