INCONTRO DEL 21 NOVEMBRE '08
Ultima serata del 2008: unanimi, seppur con qualche rammarico da parte di coloro che più sentono la mancanza dell'incontro mensile, s'è deciso di saltare dicembre, mese denso d'impegni con la famiglia e gli amici.
"SUITE FRANCESE" di Irene Nemirovsky - Adelphi Editore

Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky, d'origine ebrea, nata a Kiev nel 1903 e quindi esule con la famiglia in Francia dopo la Rivoluzione Bolscevica, compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista:
Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e
Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco).
Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce e nel quale si trova una preziosa e indispensabile appendice costituita dalla raccolta delle note della stessa I.N. scriveva a margine del manoscritto e dalla serie di lettere/telegrammi scambiati dall'A. e dal marito con conoscenti e amici nell'intento di trovare salvezza dallo spietato rastrellamento antisionista, concluso con l'arresto, la deportazione e la morte dopo poche settimane di prigionia nei lager nazisti.
E' un'opera straordinaria per la testimonianza che ci trasmette di quei mesi tragici, non solo a causa del destino della coppia Nemirovsky, ma anche di una Nazione e del suo Popolo.
Con uno stile elegante, a volte poetico, altre pungente e ironico, descrive le debolezze, ma anche le virtù, di un popolo di fronte alla guerra e alla sconfitta.
Alle due parti che lo compongono si può aggiungerne, forse arbitrariamente ma non certo per non pertinenza (scusate il bisticcio), una terza costituita dalla storia dei due coniugi Nemirovsky/Epstein, delle loro due giovanissime figlie, perseguitate dai gendarmi, costrette a fuggire con l'aiuto e l'abnegazione della loro tata, mai separate dalla valigia che conteneva, tra le poche altre cose tutte affettivamente preziose, il manoscritto che mai vollero leggere se non dopo molti anni quando lo affidarono a un editore che, pubblicandolo, permise venisse alla luce l'opera della loro mamma e del compimento del tragico destino che accumunò i loro genitori.
"LA MENNULARA" - Editore Feltrinelli
"La Mennulara" è il romanzo d'esordio del
2002 di
Simonetta Agnello Hornby.
La storia inizia il 23 settembre 1963, con la morte di Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara, per essere stata in gioventù raccoglitrice di mandorle. La Mennulara, domestica a servizio della famiglia Alfallipe fin dall'età di 13 anni, aveva ricoperto un ruolo ben più importante di quello di cameriera, in quanto, grazie alla sua brillante intelligenza, era stata anche l’amministratrice di tutti i beni della famiglia. Infatti, nonostante non fosse in grado di scrivere ma solo di leggere, la Mennullara era diventata il cardine centrale della famiglia Alfallipe sia dal punto di vista affettivo che da quello economico: le sue capacità nel gestire i beni della famiglia Alfallipe avevano consentito ad ogni componente della famiglia di continuare a fare ciò che ognuno preferiva, senza preoccupazioni materiali. Allo stesso tempo, l'intelligenza e la caparbietà della Mennulara erano riuscite nel tempo a sfruttare le non-occasioni della sua vita, trasformando in elementi positivi e a suo favore tutte le grandissime disgrazie incorsele fin dalla fanciullezza. Queste grandissime disgrazie, dalla morte del padre, alla responsabilità di mantenere la sorellina e la mamma malate, alla violenza che aveva subìto, avevano fatto sì che fosse circondata da una cappa di apparente freddezza che incuteva timore e rispetto reverenziale. Tutti in paese parlavano di lei, favoleggiando sulla ricchezza che avrebbe accumulato in modo non chiaro, forse addirittura grazie ai suoi rapporti con un mafioso.
E proprio attraverso gli abitanti del paese, il racconto si sviluppa: di capitolo in capitolo, il racconto si svolge attraverso un diverso io narrante, in cui la figura della Mennulara emerge al di sopra degli altri personaggi. Le passioni, la violenza, la malattia, le amanti, la vita e la morte ma anche il pettegolezzo che tutto porta e tutto trasforma, impregnano il romanzo con una vis leggera e vivace. Il romanzo si sviluppa così attraverso una struttura di piccoli capitoli con titoli quasi di sapore boccaccesco, che portano ad una successione di colpi di scena che sempre più trasformano la figura della protagonista da carnefice a vittima. La Hornby riesce a vivacizzare il racconto attraverso una lingua molto ricca, in cui la Sicilia, e in particolare il paese di Roccacolomba (nome di pura fantasia), è forse la protagonista più vera. La lingua è utilizzata anche per esaltare la componente di humour che permea tutto il romanzo.
La Mennulara è un romanzo divertente e al contempo amaro e si legge tutto d’un fiato: le figure sono tutte delineate in modo vivace e sfaccettato e alla fine la personalità più complessa rimane proprio quella della protagonista, Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara,
donna de panza, al pari di Don Vincenzo Ancona, riconosciuto da tutti come uomo di mafia.
PROSSIMO APPUNTAMENTO NEL 2009 il 14 GENNAIO alle 20.45 AVREMO LETTO
"RAGAZZI DI VITA" - Editore Garzanti
di PIER PAOLO PASOLINI
a cura di Lucia e Alberto