Gruppo di Lettura di Rozzano

31.10.08

CHE FUMETTI IN BIBLIOTECA !
Rozzano, al via la kermesse dei fumetti
In occasione dell’ottantesimo compleanno di Topolino e dei sessant’anni di Tex, la biblioteca di Rozzano propone un’originale rassegna dedicata al mondo delle nuvole parlanti. Dal 13 novembre al 4 dicembre in Cascina Grande, via Togliatti.
Rozzano 29 Ottobre 2008 – A differenza di altri paesi europei, la critica italiana ha sempre considerato il fumetto come un genere minore. Basta tuttavia partecipare ad uno degli appuntamenti organizzati in biblioteca nell’ambito della rassegna “Che fumetti in biblioteca!” - dal 13 novembre a 4 dicembre - per rendersi conto che il fumetto rappresenta invece un ottimo viatico per unire letteratura ed arte oltre ad essere l’archetipo della multimedialità.
Si parte con due incontri curati dall’esperto di fumetti Loris Cantarelli della rivista “Fumo di China” e arricchiti dalle illustrazioni di Claudio Mangiafico, giovane studente del corso di fumetto della scuola d’arte applicata del Castello Sforzesco. Il primo appuntamento, dal titolo Gli albori delle nuvole parlanti, il fumetto dal 1908 al 1960 è in programma giovedì 13 novembre, il secondo Dai favolosi anni Sessanta alla rivoluzione manga, il fumetto dal 1961 al 2008 è per giovedì 20.
Si proseguirà giovedì 27 novembre con Professione fumettista, dietro le quinte della fabbrica dei sogni, per raccontare come nascono le idee, i soggetti e le illustrazioni nel mondo delle vignette. Alla serata parteciperanno anche Gastone Mencherini (disegnatore e illustratore), Fausto Vitaliano (sceneggiatore Disney), Luca Enoch (sceneggiatore e disegnatore, autore di “Sprayliz”, “Gea” e del nuovissimo Lilith).
Per tutto il periodo della rassegna, dal 13 novembre al 4 dicembre, sono allestite inoltre due imperdibili mostre: La leggenda di Tex propone 40 tavole che ripercorrono il più longevo e amato personaggio del fumetto italiano; Andrea Pazienza, la vita e le opere è invece una mostra dedicata a quello che viene considerato uno dei più importanti autori italiani, scomparso venti anni fa.
La manifestazione si concluderà giovedì 4 dicembre con la tavola rotonda per discutere sul futuro delle vignette con la partecipazione di Mario Gomboli (sceneggiatore ed editore di Diabolik), Pasquale Del Vecchio (disegnatore e copertinista di “Tex”), Tito Faraci (sceneggiatore di “Topolino”, “Lupo Alberto”, “Brad Barron”, “Tex”, “Diabolik”), Michele Ginevra (direttore del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona).
L’iniziativa è curata dalla Biblioteca di Rozzano in collaborazione con l’associazione “Amici della biblioteca” e Loris Cantarelli e con il sostegno di Sergio Bonelli Editore, della rivista “Fumo di China” e del centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona. Tutti gli incontri hanno inizio alle ore 21. Per info 02 892 59 31 Biblioteca di Rozzano

26.10.08

FRANCESCO COMMENTA
"VITA"
di Melania G. Mazzucco
editore RIZZOLI

Nell’estate del 1903 due ragazzini di un povero paese del sud , Tufo, si imbarcano da soli su un piroscafo che fa la spola tra Napoli e Nevorco (New York) carico di emigranti. Sono cuginetti molto attaccati tra loro, di poverissime famiglie che cercano nel sogno americano il riscatto dalla povertà. Diamante ha 12 anni, Vita ne ha nove.
Il cognome di entrambi i ragazzini è Mazzucco. L’autrice, nipote di Diamante, nata quando lui era già morto da tempo, cuce insieme spezzoni di ricordi e leggende familiari, e va a frugare nei documenti storici. Scrive un romanzo attorno a loro due e nel susseguirsi degli eventi ci conduce attraverso i tempi e le fatiche durissimi dei poveri emigranti semianalfabeti, senza mestiere, isolati dall’ignoranza della lingua, che cercavano uno spazio di sopavvivenza nell’ambiente ostile e violento americano.
Vita è una ragazzina intelligente, determinata, capace di sgattaiolare tra le grinfie di un padre-padrone ottuso e prepotente. Alla fine ce la farà e diventerà proprietaria di un ristorante famoso e citato nelle guide. Diamante riesce ad affrancarsi dalla miseria solo mettendosi a servizio della Mano Nera. Ma quando gli viene richiesto di partecipare ad un omicidio tradisce e fugge da N.Y. per i territori dell’interno dove fa il waterboy per gli operai delle ferrovie. Ma non ce la farà e tornerà in Italia ammalato e senza soldi, dopo nove anni d’America. Vita e Diamante si rincontrano a Roma 38 anni dopo, vedovi, ma ormai la storia ha fatto il suo corso e non c’è più tempo per “… e vissero felici e contenti.”
Viene da confrontare le due vite alla loro conclusione storica: Diamante ha fallito in America, ma è riuscito a realizzare in Italia un’unione affettiva importante con Emma. Vita ha avuto successo nel realizzare il suo sogno americano ma, perduto Diamante a cui sente di aver sempre appartenuto, ripiega su un matrimonio senza amore. Nella asimmetria dei loro destini mi sembra di leggere simbolicamente l’esito dei sogni americani raggiunti o falliti dei milioni che hanno tentato la via dell’emigrazione.
Si è usato per questo romanzo l’aggettivo picaresco, ma io preferirei chiamarlo “ leggendario”, perché la scrittrice dà una magnifica veste creativa e letteraria alle leggende di famiglia , così comuni presso qualsiasi famiglia, e che tutti ci portiamo dietro fin dall’infanzia. Ci sono tante scene della storia tanto fantastiche quanto improbabili ma avvincenti, come la penetrazione di Diamante nella tomba per rubare le scarpe di vernice nera del morto o le capacità medianiche di Vita che sposta gli oggetti con la forza del pensiero.
Quell’avvicendare di capitoli sulle ricerche con quelli del racconto delle vicissitudini leggendarie lega queste ultime al tessuto del romanzo, ammantandole di veridicità storica e contestualizzandole in un magnifico affresco del 20° secolo. Quel secolo dove anch’io ho trascorso la maggior parte del mio tempo ed in cui è sprofondato il groviglio dei miei sogni realizzati e di quelli mancati.
Francesco

24.10.08

INCONTRO DEL 23 OTTOBRE 2008







BUON COMPLEANNO !!!

Grandi festeggiamenti in Cascina Grande per celebrare il terzo compleanno del nostro GdL, presente Patrizia Rossi, Direttrice della Biblioteca Cascina Grande di Rozzano che ha avuto simpatiche parole per l'entusiasmo e la fedeltà di frequentazione di tutti.
Torta, spumante DOC e allegria non prima di aver ascoltato le motivazioni e le piacevoli sensazioni percepite dai partecipanti al gruppo che contribuiscono a rafforzare, come se ce ne fosse necessità, la convinzione di ciascuno a proseguire con la passione inalterata del primo giorno. Alcuni commenti, scelti a caso, e che valgono d'esempio:
Lettura elevata a potenza.
Ritrovi il piacere d'incontrare altre persone.
Stimoli il confronto delle tue opinioni con quelle degli altri, che possono anche essere differenti, pur rimanendo sempre nel reciproco rispetto.
Suscita nuovo interesse e ti fa ricominciare - e apprezzare - una lettura interrotta.

Non vogliamo essere riduttivi se usiamo una parola sola: il GdL è arricchimento, il che spiega il seguito notevole e il sorgere di nuovi Gruppi in Italia con straordinaria diffusione geografica.

Il romanzo vincitore del Premio Strega del 2003 - VITA di Melania G. Mazzucco - Rizzoli editore - aveva destato grande interesse e trovato notevole successo di vendite non certo e solo in conseguenza della vincita prestigiosa, ma certamente per il suo valore intrinseco, giudizio che si è puntualmente ripetuto tra la grandissima maggioranza dei presenti, i quali hanno dovuto superare, chi più chi meno, alcune difficoltà che il romanzo oppone alla lettura scorrevole che per consuetudine ( o comodità? ) ci si aspetta.

Lo stile, la forma, la struttura del romanzo che l'A. ha scelto nella stesura, possono ostacolare la comprensione immediata - p.e. i dialoghi sovente non sono tra virgolette - ma una volta superati questi scogli, c'è il piacere di leggere un romanzo definito:
grande saga familiare (i Mazzucco da secoli residenti a Minturno e Tufo e non già di origine piemontese), romanzo del mio secolo, il 1900 (le due guerre, il fascismo), antieroico (gente normale, nessuno che abbia compiuto chissàcosa al di fuori della quotidianità della vita, seppur grama), leggendario, storico (avvincente la cronaca dal fronte italo-tedesco con lo sbarco delle truppe alleate e la sfibrante guerriglia di casa in casa), epico affresco, inchiesta civile (come gli USA affrontarono a New York l'orda - sostantivo usato da Gian Antonio Stella come titolo di un suo saggio scritto in proposito d'emigrazione - d'immigrati provenienti con le navi salpate dai porti di Napoli e Genova) e altro ancora.

Questi ingredienti sono ben dosati in un amalgama armonioso e il romanzo si potrebbe scomporre in due piani di lettura, entrambi di notevole interesse. La storia d'Italia e la cronaca dei fatti che hanno caratterizzato il '900 (la miseria e la conseguente emigrazione di una certa fascia di popolazione, le due guerre, il fascismo, il primo dopoguerra) da una parte e le vicende della protagonista, che ha dato il titolo, Vita e di Diamante e dei loro discendenti, fino all'ultima - l'Autrice - nipote di quest'ultimo.

Grande amalgama, dicevamo, un sapiente mixaggio tra i racconti dei familiari tramandati oralmente (e circonfusi da un alone di leggenda, vedi il riferimento a Charlie Chaplin), il frutto di non facili ricerche in archivi remoti (New York) o più vicini (i registri polverosi parrocchiali dell'Italia rurale) e, in giusta proporzione, la fantasia romanzesca di Melania Mazzucco.

Nel romanzo ci sono momenti di poesia, gemme di prosa non comune, quadri e scene da ricordare. Sono quattrocento pagine intense, molto attuali per il parallelismo che si stabilisce tra i traumatici eventi sopportati dai nostri connazionali emigranti d'inizio '900 e gli odierni quotidiani sbarchi sulle nostre coste degli extra-comunitari disperati alla ricerca della realizzazione di un sogno italiano o europeo.

In occasione del prossimo incontro il 21 Novembre alle 20.45 commenteremo:

La mennulara di Simonetta Agnello Hornby - Feltrinelli editore

e

Suite francese di Irene Nemirovsky - Adelphi editore


a cura di Lucia e Alberto

15.10.08

Cesare Pavese - Uomo e scrittore

Mercoledì 8 ottobre alle ore 21.00
La sala al primo piano della Cascina Grande era piena di gente per una serata culturale di alto livello, come, del resto, la biblioteca ci ha abituato.

Carlo Mega, fondatore del "Teatromusica Meliké" (www.carlomega.it), accompagnato da Giorgio Merati al clarinetto e Carmelo M. Torre alla fisarmonica, attraverso una lettura di brani scelti tratti da: "Il mestiere di vivere" ha dato voce al vizio assurdo di Cesare Pavese.
I temi dominanti in MV sono l'amore e la letteratura. Tra i due temi c'è un rapporto stretto, almeno nella costruzione narrativa portata avanti da Pavese, perchè la letteratura si propone sempre più decisamente come sostituto o compenso per le frustrazioni prodotte dall'amore. Si possono, così, cogliere nettamente due diagrammi dall'andamento quasi inverso: in prevalente discesa quello amoroso che lo porterà diverse volte alla soglia del suicidio, verso l'alto quello letterario ricco di gratificazioni e di successo "La letteratura è una difesa contro le offese della vita". Il 26 agosto 1950 in una camera dell'Hotel Roma di Torino Pavese pose fine alla sua vita: "Il gesto - il gesto - non dev'essere una vendetta. Dev'essere una calma e stanca rinuncia, una chiusa dei conti, un fatto privato e ritmico. L'ultima battuta."
Questa terribile angoscia che ha portato Pavese al suicidio è stata restituita magistralmente dalla voce di Carlo Mega e sottolineata dal suono straziante del clarinetto di Giorgio Merati e dalla fisarmonica di Carmelo M. Torre.
Il pubblico partecipava in silenzio conscio che tutto il successo letterario non fu sufficiente ad allontanare la falce che impietosa lo raggiunse.
"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi / questa morte che ci accompagna / dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso / o un vizio assurdo. I tuoi occhi / saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio. / Così li vedi ogni mattina / quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza, / quel giorno sapremo anche noi / che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo. / Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. / Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio / riemergere un viso morto, / come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti." - 22 marzo 1950


L'applauso scrosciante alla fine della serata è un messaggio chiaro alla biblioteca: preparatene presto altre.

A cua di Lucia e Alberto

7.10.08

PROSSIMO INCONTRO GDL 23 OTTOBRE 2008 ore 20.45 Biblioteca di Rozzano

Carissimi Gdiellini,
il nostro gruppo è sempre più numeroso: il 22 settembre eravamo in 32!!!!!
Grande rientro e nuovi arrivi hanno arricchito di voci il nostro coro, splendido.
Purtroppo per motivi organizzativi sono costretta a spostare il nostro incontro al 23 ottobre( scivoliamo solo di un giorno) stesso posto stessa ora.
Festeggeremo il nostro terzo compleanno.
L'invito è esteso a tutti: frequentanti, simpatizzanti e …..affini!!!
Riassumendo:
Incontro del Gruppo di Lettura
23 ottobre - ore 20.45 Biblioteca di Rozzano

Un abbraccio a tutti.
Giacomina

Giacomina Virga
Biblioteca di Rozzano
Centro Culturale Cascina Grande
via Togliatti
20089 Rozzano (MI)
tel . 028925931
Giacomina.Virga@comune.rozzano.mi.it
www.cascinagrande.it
http://gruppodiletturarozzano.blogspot.com

2.10.08

COSI' FRANCESCO HA COMMENTATO E COMPARATO I DUE ROMANZI DI GEORGE SIMENON


Riceviamo e pubblichiamo:



LA CAMERA AZZURRA
Nella nostra società, incontri extraconiugali,magari sessualmente appaganti, sono banalmente comuni . Ma in questo caso l’effetto combinato di una diabolica amante bramosa e di un ambiente provinciale gretto e spietato scatenano la catastrofe, di cui il protagonista innocente si sente responsabile così da non reagire per evitare la condanna ingiusta. L’amante lo trascina nella correità come a vendicarsi per essere stata lasciata.

MAIGRET E IL CLIENTE DEL SABATO
La catastrofe si rovescia sul protagonista per l’effetto combinato di una moglie, alla ricerca di una virilità che il protagonista affetto da un handicap non ha, e di un amante di lei, loscamente determinato ad estrometterlo, per impossessarsi,come un cuculo, del suo mondo familiare e professionale.
E’ il protagonista ad architettare la sua vendetta sulla diabolica coppia di amanti lasciando indizi in modo che della sua stessa morte essi risultino incolpati.

IL CONFRONTO
Molte similitudini situazionali associano i due romanzi : la famigliola; la comparsa di una/un amante dallo
effetto scatenante la distruzione della famiglia; un delitto; una condanna che appare come dovuta a una vendetta diabolica. Simenon, con suprema maestria, conduce il gioco degli eventi così da farci accettare la condanna probabilmente ingiusta nei due racconti per due opposti motivi:
Nella “Camera Azzurra “una partecipe empatia verso il protagonista Tony ci fa comprendere la sua apatia al processo e alla proclamazione della condanna, che accetta come espiazione, perché schiacciato dalla tragedia di cui si sente, seppur involontariamente, responsabile.
Nel “ Cliente del Sabato” è l’inaudito sopruso dei due amanti verso il protagonista a farci provare una sorta di approvazione per una condanna che, probabilmente ingiusta, ha il sapore di una estrema vendetta del protagonista per l’enormità del torto subito.

LA CAMERA AZZURRA
MAIGRET IL CLIENTE DEL SABATO

Ambiente
Profonda provincia francese
La grande metropoli (Parigi)
La famiglia
Coppia giovane+figlioletta (Tony+Giselle+Marianne)

Coppia giovane+figlioletta
(Leonard Planchon+Renée+Isabelle)
La vita della famiglia

No
rmale routine

No
rmale routine
Il protagonista
Marito laborioso
- Piccolo imprenditore
Marito laborioso - Piccolo imprenditore
C’è un intruso
Andreé amante al I° incontro
Roger Prou amante in una settimana
Come si comporta
Risucchia la vita del protagonista
Brutale nell’estromettere il protagonista
La reazione del protagonista
Si rende conto del baratro,reagisce,
cede la sua attività
Si autodistrugge diventa alcolizzato, costretto a cedere la sua attività
Il delitto
La moglie Gisèlle muore avvelenata
Il protagonista è trovato morto nella Senna
Indiziato
Il protagonista con l’ amante
L’intruso con l’amante
Reazione dell'indiziato
Scopre stupefatto di essere indiziato
Scopre stupefatto di essere indiziato
La gente
Grettamente spietata nell’accusa
Frequentatori dei bar compassionevoli
La polizia
Grossolana, preconcetta, brutale
Maigret è molto professionale,abile, umano
Il corpo del reato
Il vaso di marmellata all’As
I soldi sotto il linoleum
Le prove
La scatola di As nella rimessa
I sacchi e la corda nella rimessa
Il processo
Pregiudizio dei giudici e della gente
Parzialità dei giudici
Esito del processo
Condanna
Condanna
Vendetta?
L’amante lasciata trascina il protagonista nella correità (rivela il conte- nuto delle lettere)
Il protagonista architetta la sua morte predisponendo indizi a carico dell’intruso (soldi nascosti)
Il condannato
Si sente comunque responsabile
Cupo d’odio verso l’amante


1.10.08

PASSAPAROLA


Cari amici, ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno letto, magari sotto l'ombrellone oppure in prospettiva di qualche vetta alpina, dei libri che hanno suscitato delle emozioni e che ritengono possano essere condivise da altri.

Scriveteci ed esprimete i vostri pareri, anche se non lusinghieri e perciò avversi, fate passaparola. Sovente questo metodo fornisce risultati più attendibili e più genuini che non le classifiche dei quotidiani o i verdetti delle giurie.

Ciao.

Lucia e Alberto

INCONTRO DEL 22 SETTEMBRE 2008

Nuova stagione e nuovi volti, tutte le sedie a disposizione esaurite, oltre trenta partecipanti. Con tre romanzi da commentare, Giacomina ha rapidamente annunciato, dopo il benvenuto di rito ai nuovi, le prossime iniziative della Biblioteca (8 ottobre lettura di alcune pagine tratte da opere di Cesare Pavese con sottofondo di jazz e, in data da definire, l'appuntamento con Piero Colaprico, quale prima serata in Cascina, nell'ambito della seconda edizione de "C'è un cadavere in Biblioteca"), quindi ha passato la parola a Lucia che, a sua volta, ha fornito una panoramica informativa sull'imminente inizio del corso di scrittura/laboratorio tenuto anche quest'anno, il quinto, da Francesco Pettinari.

Dicevamo tre romanzi, in verità non molte pagine ognuno, ma intense per i contenuti:

La camera azzurra e Maigret e il cliente del sabato di George Simenon
Nudie crudi di Alan Bennett
Tutti editi da ADELPHI.
I primi due, con il comune denominatore costituito da un triangolo amoroso, l'assassinio del coniuge tradito e quindi la condanna dei colpevoli, sono stati entrambi apprezzati per l'efficacia della scrittura di GS apparsa asciutta, scorrevole, essenziale, che arriva diretta all'attenzione del lettore, ma non per queste ragioni scevra del pregio di saper definire compiutamente luoghi, atmosfere e personaggi, in grado d'intrecciare in poche righe la narrazione del presente con il passato, anticipando a volte solamente con un accenno a qualche situazione che vedremo sviluppata nei capitoli successivi. Questo amalgama straordinario risulta però sempre efficace, mai a scapito della comprensibilità della lettura: un'abilità di pochi scrittori. Per inciso ci ha fatto piacere sentire che alcuni fra i presenti che non avevano mai letto in precedenza romanzi dello scrittore belga - di lingua francese - l'abbiano potuto conoscere e soprattutto apprezzare grazie a quest'occasione di lettura condivisa.Le considerazioni e i commenti suscitati da La camera azzurra sono stati più numerosi e vivaci rispetto a quelli de Maigret e il cliente del sabato. Nel primo spicca la figura di Andrée, l'amante ferocemente determinata a conquistare a qualsiasi costo Toni, il marito di Giséle, il quale è apparso privo di personalità, in balia degli eventi, rassegnato al destino, completamente incapace di difendere la sua innocenza, probabilmente perché schiacciato dal senso di colpa che gli impedisce di contrastare e demolire la ragnatela, intessuta dall' ex-amante, che lo avviluppa, dalla quale cerca, invano, di dissociarsi, provando a ricostruire una parvenza di normalità nel mènage familiare (la vacanza al mare). Sforzo del tutto inutile. Anche la sua decisione di rinunciare alla tutela dell'avvocato difensore durante gl'interrogatori del giudice inquirente è un segnale della sua resa. Andrée porterà fino all'estremo il suo disegno, a costo di venire accusata della morte per avvelenamento del marito e quindi condannata al pari di Toni.Il fascino di questo romanzo, come nell'altro con Maigret, consiste nel fatto che le conclusioni a cui arriva il lettore, le medesime coincidenti assunte dalla polizia che indaga e la magistratura che accusa e poi giudica, non sono frutto di una narrazione di dettaglio delle azioni dei protagonisti.Simenon disponeva della sottile arte di saper scrivere celando il delitto, portando il lettore a credere, per ragionamenti deduttivi, che Toni non abbia manomesso la confezione di marmellata, così come Andrèe abbia avvelenato il marito oppure Prou e Renée abbiano ucciso Planchon. In entrambi i romanzi non c'è una riga esplicita in proposito, tanto che alcuni dei presenti hanno dichiarato che se fossero stati fra i giurati, di fronte a questa mancanza oggettiva di prove concrete, ma davanti a sole prove indiziarie, non si sarebbero sentiti in coscienza di condannare i (a questo punto presunti) colpevoli.I due romanzi differiscono solo per lo scenario in cui si svolgono i fatti. La provincia francese nel primo, con le caratteristiche tipiche di questo mondo. Tutti in paese sanno della tresca tra A. e T. eccetto la moglie di questi; al momento del suo assassinio, si scatenerà rabbiosa la reazione della gente contro il marito, per prima la stessa polizia. Tutti, prima ancora di un processo, hanno già condannato aprioristicamente il giovanotto.Nel secondo lo scenario è l'opposto del primo: siamo a Parigi, la grande città, con in più la presenza di Maigret, dalla mente riflessiva con la capacità non comune di scavare nei risvolti psicologici delle persone. Qui non c'è la gente che sa, vede, giudica con i preconcetti, come in paese. La mentalità é differente, del tutto l'opposto.In questa storia la vittima è un uomo, Planchon, proprietario di un'attività artigianale d'imbiancatura, che ha sposato, tra la meraviglia dei conoscenti e a dispetto della menomazione fisica che gli deturpa il viso, una bella ragazza, Renée, dalla quale ha avuto una bambina (come Toni e Giséle).Prou, un operaio alle dipendenze di Planchon, entrerà violentemente nel senso non solo figurato del termine in casa della coppia, complice l'attrazione che R. prova per lui. I due estrometteranno poco alla volta il poveretto dal ruolo di sposo e di padre, tant'è che Planchon si accorgerà di aver perso perfino l'affetto della bambina, in conseguenza dell'abuso di alcol a causa della tresca consumata sotto i suoi occhi. Da qui la determinazione di voler uccidere la moglie, esplicitamente espressa a Maigret durante un incontro, avvenuto all'ora di cena in casa del commissario – scena tutta da godere conoscendo la riservatezza della vita privata di questi - il quale, in assenza di un cadavere (fino a quel momento), non può procedere ad alcun atto formale se non quello di osservare e informarsi con discrezione per conoscere il mondo in cui vive l'imbianchino per cercare di capire cosa si cela dietro la cupa determinazione del pover' uomo, fino al giorno in cui questi scomparirà, senza lasciare, o quasi, tracce di sé. Verrà ritrovato nelle acque della Senna vittima di un atto violento (suicidio oppure omicido?). Come ne La camera azzurra, anche in questo romanzo GS non descrive l'azione dell'assassinio, ma solo lo sviluppo della vicenda e sono solo certi particolari a portare ancora per induzione il lettore (e gli inquirenti) sulle tracce dei due amanti che verranno prima accusati e poi, ritenuti colpevoli, condannati.Altri due paralleli tra le due storie: il primo è la dissociazione. Come Toni aveva a un certo punto deciso di troncare la relazione con Andrèe, ne ... il cliente del ... abbiamo Renée che rifiuterà Prou, ma solamente quando per lei sarà troppo tardi. Il secondo parallelo consiste nel fatto che sono due donne (Andrée e Renée) a tradire il proprio marito.


Nudi e crudi è un romanzo breve, poco più di un racconto, di lettura scorrevole grazie alla scrittura essenziale (punto in comune con GS), con passaggi di sottile humor inglese e un finale che offre lo spunto per le riflessioni dei lettori più attenti.La casa svaligiata e assolutamente svuotata da ogni oggetto contenuto, compresa la carta igienica e la moquette, è la scena sconvolgente che si presenta agli occhi increduli di una coppia che vive a Londra, al ritorno da una serata trascorsa all'opera (Così fan tutte di Mozart, autore preferito dal marito oltre il limite dell'ossessione). Questo è l'incipit del romanzo, fattore scatenante di una serie di cambiamenti obbligati rispetto alle abitudini consolidate da qualche decennio di una traquilla e solitaria vita matrimoniale dei due. AB tratteggia con maestria lo scenario in cui viveva la coppia prima di subire il furto, coppia che inconsciamente ignora di essere tale solo di fatto e non più di sentimenti; proprio le vicende susseguenti al tragicomico avvenimento apriranno gli occhi di lei sulla reale situazione coniugale.Scoprirà, tra le altre, molte cose per lei del tutto sconosciute (p.e. i cambiamenti avvenuti nella realtà quotidiana dei negozi del rione, la Tv spazzatura, ecc.) e lui, una volta rinvenuto integro il loro patrimonio domestico, trafugato in seguito ad una sottile vendetta di una ex-compagna dell'inquilino dell'ultimo piano dal cognome in assonanza con il loro (da qui l'equivoco e lo scambio involontario dell'obbiettivo prescelto dalla ragazza) ripiomberà nella sua vecchia routine e consoliderà una certa nuova consuetudine maturata grazie (o per colpa?) al furto momentaneo. Di ciò diventa addirittura indirettamente vittima involontaria alla conclusione del romanzo che vede la vedova realizzare di essere a quel punto finalmente pronta a incominciare, come se, paradossalmente, la precedente esperienza di vita non fosse stata da lei
vissuta.


Prossimo incontro 22 ottobre,
commenteremo:
VITA di Melania G. Mazzucco
editore Rizzoli
a cura di Lucia e Alberto