Gruppo di Lettura di Rozzano

17.7.08


DUE VOCI SU

"IL DIARIO DI JANE SOMERS"

E IL NOSTRO GdL




L'esiguità di spazio messa a disposizione da questo blog per redigere un commento penalizza tutti coloro che, per necessità, non possono concentrare in poche righe i loro pensieri.
Questa carenza non deve essere però di danno, sopratutto quando questi pensieri hanno spessore e valenza, come è il caso di Francesco, da tutti i Gdiellini conosciuto e apprezzato.
Da quì l'idea di un post bis.
Alla trascrizione delle sue idee, che invitiamo tutti a leggere con attenzione, segue il testo di una e.mail che Giacomina ha inviato a tutti coloro che dispongono di un indirizzo di posta elettronica.
In questa e.mail c'è non solo tutto l'entusiasmo che lei profonde nell'organizzare e coordinare il GdL di Rozzano, ma anche la legittima soddisfazione di aver constatato che il GdL, con la lettura del Diario di JS, ha fornito una ulteriore prova di maturità.

Francesco ha scritto:

La chiave psicologica è quella fondamentale per la lettura di questo libro.
Janna è il personaggio centrale del romanzo. Una donna che si rende conto di avere evitato fino a quel momento il coinvolgimento con i drammi della malattia, della morte ed in generale delle sofferenze della vita. Non aveva voluto sapere della malattia di Freddie (suo marito), non riusciva a toccare sua madre consunta dal cancro. E quando da ragazza aveva saputo che la nonna si era ammalata aveva semplicemente girato l’interruttore mentale.
La realizzazione di sè è avvenuta nel mondo del suo lavoro, dove con i colleghi e con Joyce in particolare erano nati autentici e solidi rapporti affettivi.
A 49 anni si rende conto che se dovesse succederle un’altra situazione difficile (come con Freddie o con sua madre) lei non saprebbe come essere diversa : deve imparare come comportarsi.
Ed in questa predisposizione psicologica nasce l’incontro con Maudie Fowler ,…con quel che ne è seguito.
Ma una lettura in chiave filosofico- esistenziale sembra altrettanto interessante. L’autrice scrive questo libro (dai probabili riflessi autobiografici) a 64 anni , un momento giusto della vita per pensare intensamente a questi temi. Il libro convince perché profondamente laico: non ha bisogno di concetti metafisico-religiosi per parlare di quell’atto fondamentale dell’esistenza umana che è la sua conclusione con la morte ( una sorta di convitato di pietra di tutto il libro).
Ma la morte presuppone (normalmente) una vecchiaia.
La quale spalanca il drammatico problema dei rapporti affettivi in un tempo in cui le conoscenze si diradano e la mancanza progressiva delle forze fisiche e intellettuali rende difficile il mantenimento di una qualità di vita anche elementare.
Ed allora se parliamo di morte come non vedere che essa si stende in ogni età della vita. Così ad un estremo c’è la morte di una giovane vita : essa è semplicemente scandalosa . Il bambino o il giovane che muore è quasi sempre inconsapevole. Dall’altro estremo c’è la morte di un vecchio alla quale egli non vuole rassegnarsi: “aspettate un momento” dice Maudie negli ultimi istanti alle infermiere .
Se parliamo di vecchiaia l’autrice è stata capace di mostrarcene un caleidoscopio impressionante:
C’è Maudie,orgogliosa, scontrosa, asociale, non vuole atti caritatevoli od aiuti professionali.
C’è Anna Reeves, egoista , falsa, fragile, sfaticata, sporca..
C’è Eliza Bates, dolce , riconoscente, attiva, linda.
C’è Mr Hodges, rabbioso.
C’è Mrs Penny, ipnotizzata dal suo passato. “Se morisse nessuno verserebbe una lacrima”.
Se parliamo di rapporti affettivi entriamo nel punto focale. Doris Lessing ci dice che ci vuole “ la persona giusta “. Così Janna , in un particolare momento della sua vita, diventa la persona giusta per Maudie, la quale dirà “questo è il periodo più bello della mia vita, ora so che verrai sempre a trovarmi”.
Joyce e Janna sono “persone giuste” tra loro : “Quelli anni che abbiamo passato in perfetta armonia a lavorare insieme…quello era amore”.
Bridget ( l’aiuto domestico) è la persona giusta per i suoi vecchi e per la sua famiglia.
Tutto questo la Lessing ce lo racconta in un contrappunto perfettamente riuscito tra la briosità spumeggiante del mondo giovanile ed effimero della moda e la drammaticità della vecchiaia che scende, inesorabilmente e senza rassegnazione, verso la sua conclusione.


Giaomina ha scritto:

Carissimi Gdiellini,
l'incontro del 10 luglio è stato l'ultimo, prima della vacanze: ci ritroveremo il 22 settembre per discutere principalmente di due libri. Questa volta il tradimento è il tema che lega i due titoli: " Maigret e il cliente del sabato" e "La camera azzurra" tutti e due di George Simenon due storie avvincenti con un leggerissimo sfondo giallo.
Il terzo è una "chicca" solo da gustare "Nudi e crudi" di Alan Bennett.

Penso che con l'incontro di luglio, il Gdl di Rozzano abbia posato la terza pietra migliare che segna il suo cammino.
La prima è stata "La dismissione" di Ermanno Rea: ricordo il racconto sofferto di chi si è sentito dismesso non solo come lavoratore, ma anche come persona , e di chi quel senso di appartenenza ad un gruppo lavorativo non l'ha mai provato grazie agli attuali contratti interinali.
La seconda è stata "La visitatrice" di Maeve Brennan: è stata l'occasione per scoprire nuove voci all'interno del gruppo, presenze non nuove o appena collaudate che quella sera hanno preso la parola e che continuano a parlare.
La terza, giovedì sera con "Il diario di Jane Sommers" di Doris Lessing: il libro è stato sviscerato pagina per pagina, personaggio per personaggio e soprattutto paura per paura, solitudine per solitudine. Riflessioni naturalmente diverse legate all'età e al vissuto di ognuno di noi, estremamente coinvolgenti. Momenti intensi che creano una magica tensione che lega le persone che partecipano all'incontro. Qualcuno ha riflettuto su cosa, fino adesso, gli ha dato questo gruppo. Io ho notato che nessuna delle persone iscritte ha lasciato definitivamente questo gruppo. Si torna anche solo per un saluto e si segue la serata anche se non si è letto il libro, solo per godere di quest'atmofera di grande partecipazione. Le opinioni di ciascuno diventano pezzi indispensabili di un puzzle che non avrebbe senso se non fosse completo della voce di tutti.
Buone vacanze a chi deve ancora partire e buon proseguimento a chi è è già partito!!

a cura di Lucia e Alberto

11.7.08

ALLA SCOPERTA DELL'ETIOPIA
FOTOGRAFIE E MUSICA
Terza tappa del
"Giro del mondo in trecento libri"



Questo il tema dell'incontro in Biblioteca Ragazzi dell'8 Luglio 2008, nell'ambito dell'iniziativa della Biblioteca Comunale - Centro Culturale Cascina Grande di Rozzano "Il giro del mondo in trecento libri".

Il viaggio - attraverso alcune zone della Nazione Centro Africana - ci è stato proposto tramite una ricca scelta di immagini scattate dal fotografo PINO NINFA , frutto di esplorazioni svolte in epoche successive, nell'arco di tre anni.

L'Etiopia è attraversata da piste ben definite e conosciute da secoli dalla popolazione indigena; ancora oggi sono le uniche vie di comunicazione che permetteno di raggiungere altri territori distanti centinaia di chilometri, dalle quali non è consigliato deviare, a bordo dei potenti moderni fuoristrada ma anche con carovane di cammelli (vedi la via del sale in Dancalia).

Le foto di Pino Ninfa ci hanno fatto percorrere la rotta alla scoperta delle chiese cristiane rupestri, nel Nord del Paese, raggiungibili alcune solo dopo giorni di cammino e altre dopo scalate in corda doppia. A seguire la seconda, quella della valle dell'Omo, a Sud, al confine con il Kenia, dove vivono popolazioni con costumi e tradizioni che resistono alla modernità e infine - la terza rotta -nel deserto della Dancalia con i suoi passaggi in contesti geologici incredibili dove il tempo sembra essersi fermato decine di migliaia di anni fa con vulcani attivi, distese sterminate di sale, segno tangibile dei sommovimenti della crosta terrestre avvenuti in epoche remotissime, paesaggi incantati e rari, forse unici, sulla Terra.

Lo scorrere delle fotografie era accompagnato dai suoni a volte flautati e a volte stridenti, ma sempre in perfetta armonia con le immagini, del sassofonista PIETRO TONIOLO.

Al termine la consueta gragnuola di domande ai protagonisti.


Prossimo incontro mercoledì 10 Settembre alle ore 21.00 in Biblioteca.

L'Autrice Anna Maspero presenterà il suo libro più recente dal titolo:

"A come avventura" - editore FBE

INCONTRO DEL 10 LUGLIO 2008


La serata, prima della pausa di Agosto, è stata molto vivace, anche più del consueto; il romanzo di Doris Lessing IL DIARIO DI JANE SOMERS - Editore Feltrinelli - che era il tema unico, è stato letteralmente sviscerato con commenti interessanti, in certi casi su lunghezza d'onda differenti, ma assolutamente tutti concordi nel definirlo in conclusione un buon libro, ricco di sensibilità e amore.


Janna, bella ed elegante, con alle spalle un solido successo professionale, conosce una piccola e vecchia signora, Maudie, e da questo incontro casuale nasce una stretta amicizia, un legame quasi simbiotico. La prima comincia a condividere le manie e le abitudini della seconda, i suoi malanni senili, e viene così a contatto con un mondo disordinato e dolente, ma anche affascinante, che le permette di scoprire dimensioni esistenziali da lei ignorate fino a quel momento. "Il diario di Jane Somers" si configura, nel panorama contemporaneo della letteratura di lingua inglese, come uno dei più impietosi esperimenti di autoanalisi mai compiuti da uno scrittore, non per niente insignito recentemente del Premio Nobel. Dopo i romanzi dedicati alla critica della società borghese, Doris Lessing qui rivolge i suoi strali dissacranti contro se stessa come intellettuale costruendo un romanzo straordinariamente intenso e commovente.


Come sovente accade, la rilettura di un romanzo a distanza di anni, può suscitare reazioni molto differenti; caso che si è puntualmente verificato anche in questa occasione: la prima volta c'è stata una immedesimazione in Janna, oggi invece - forse per l'età - è Maudie ad essere più prossima. Sono gli anni che corrono inesorabili, sempre più rapidi?

I lettori più giovani hanno trovato il mondo tragico degli anziani soli, senza famigliari vicini, affidati a loro stessi o, nei migliori dei casi, ai servizi sociali. Pochissimi quelli, come nel libro di DL, confortati dall'amore di un'amica: per Maudie è Janna. La prima si aspetta affetto, più che assistenza nelle incombenze quotidiane - la spesa, riordinare le stanze, l'igiene personale - anela invece ad averla in casa, si confida, le racconta le sue vicissitudini. Fino all'ultimo, sul letto di morte, con l'espressione "... tirami su" cercherà il contatto fisico con Janna, per sentire sul suo corpo, provato dagli anni e dalla malattia, la prova tangibile del sentimento finalmente raggiunto. In Maudie c'è tanto risentimento e ira verso la vita grama vissuta - ma non sarà stata vittima di se stessa con le sue scelte sbagliate ? - mitigati negli ultimi tempi della sua esistenza dalla vicinanza quotidiana di Janna e la sua manifestazione di amica, non di "buona vicina", come si definivano le volontarie inviate dalle assistenti sociali.

Libro al femminile ma non femminista, dove si può apprezzare la straordinaria forza che ciascuna donna porta con se, connaturata nella sua essenza. La morte è "il convitato di pietra", aleggia e incombe, assolutamente e solamente in chiave laica. La morte di un giovane è un tradimento della natura. La morte di un anziano è nella normalità, purché siano gli ... altri a morire! C'è l'agghiacciante paura della sofferenza che tutti temono di provare nell'estremo attimo. Si può condannare Janna per la sua insensibilità, la sua assenza emotiva espresse di fronte alla morte, prima del marito e poi della mamma? Erano le sue corazze per fronteggiare le negatività della vita? La frequentazione di Maudie imprime una svolta all'esistenza di Janna, facendole mutare poco alla volta le sue abitudini maniacali; vede con altri occhi le persone che la circondano, le colleghe, la sorella con la sua famiglia, fino ad accogliere in casa (nella sua privatissima stanza da bagno!) la nipote. Verso Maudie, Janna è spinta solamente dall'amore, non dalla carità.

A conclusione, prima dell'arrivederci a Settembre, una nota significativa e che ci incoraggia (fino ad oggi qualche dubbio?) a continuare. Qualunque romanzo proposto e quindi commentato durante una riunione di gruppo, resta per sempre nella memoria, anche se è piaciuto poco o se non si è condiviso il parere dei più. L'analisi approfondita, i molteplici punti di vista, portano a scoprire e ad apprezzare anche eventuali aspetti sfuggiti alla nostra lettura, ma avvertiti da altri; si crea un substrato nella nostra mente in cui si radica l'esperienza della lettura.

Dopo le vacanze commenteremo:


LA CAMERA AZZURRA e IL CLIENTE DEL SABATO

entrambi scritti da George Simenon


e


NUDI E CRUDI di Alan Bennett


Tutti pubblicati da Adelphi.



ARRIVEDERCI IL 22 SETTEMBRE ALLE 20.45


a cura di Lucia e Alberto

3.7.08

Mercoledì 2 luglio 2008 ore 21.00


La sala principale al piano terra della biblioteca era allestita per l'edizione 2008 del concorso "Il giro del mondo in trecento libri" ispirato ai viaggi e alle vacanze; sugli espositori i trecento libri selezionati ognuno con un segnalibro di colore differente: verde per il nord, arancione per il sud, giallo per l'est e azzurro per l'ovest.
In questo contesto abbiamo avuto il piacere di ascoltare Renata Pisu che ha presentato il suo libro "Mille anni a Pechino" edito da Sperling & Kupfer intervistata da Valeria Palumbo, caporedattrice de L'Espresso e autrice di libri uno fra tutti "Svestite da uomo". Chi ci segue conosce la capacità di Valeria Palumbo di coinvolgere i presenti con entusiasmo e competenza, qualità che abbiamo nuovamente apprezzato nell'intervista a Renata Pisu, sinologa e studiosa delle culture orientali, corrispondente de La Stampa, inviata speciale di Repubblica, autrice di trasmissioni Rai e di altri libri sui temi dell'Estremo Oriente.
"Stendo le mappe di Pechino sul tavolo, tento di decifrarle, sovrappongo quella più vecchia, del 1957, all'ultima che mi è servita a raccapezzarmi cinquant'anni dopo: mi confondo, non trovo i luoghi, persi per sempre o inghiottiti da dimensioni spropositate. Come risaltava, un tempo, l'antico Osservatorio Astronomico dei gesuiti! E ora invece? Ora è avvilito dall'intersecarsi di sopraelevate che lo castigano [...] La mappa geografica non serve più, niente più coincide: srotolo la mappa del tempo, della memoria, e mi si propone una lettura diversa".
Abbiamo selezionato queste frasi per suggerire una possibile chiave di lettura del libro "Mille anni a Pechino", perché la complessità del tema e la vastità degli argomenti impediscono di essere condensati nelle poche righe di questo post.
Prima di salutarci Renata Pisu ha risposto alle numerose domande dei presenti, mentre suggestive immagini della Cina di ieri e di oggi scorrevano sul video a lato.
Qualcuno si chiederà perché abbiamo inserito la copertina de L'Europeo. La risposta è sottintesa nell'immagine di Mao Tze Tung. Tutti coloro che sono interessati al tema, nel numero in edicola questo mese, troveranno una monografia dedicata alla Cina.

Il prossimo incontro sarà
Martedì 8 luglio 2008 alle ore 21.00
presso la ludoteca - biblioteca dei ragazzi
Tema: "Attraverso l'Etiopia"
Vedremo fotografie di Pino Ninfa
Ascolteremo il sassofonista Pietro Tonolo

a cura di Lucia e Alberto