L'esiguità di spazio messa a disposizione da questo blog per redigere un commento penalizza tutti coloro che, per necessità, non possono concentrare in poche righe i loro pensieri.
Questa carenza non deve essere però di danno, sopratutto quando questi pensieri hanno spessore e valenza, come è il caso di Francesco, da tutti i Gdiellini conosciuto e apprezzato.
Da quì l'idea di un post bis.
Alla trascrizione delle sue idee, che invitiamo tutti a leggere con attenzione, segue il testo di una e.mail che Giacomina ha inviato a tutti coloro che dispongono di un indirizzo di posta elettronica.
In questa e.mail c'è non solo tutto l'entusiasmo che lei profonde nell'organizzare e coordinare il GdL di Rozzano, ma anche la legittima soddisfazione di aver constatato che il GdL, con la lettura del Diario di JS, ha fornito una ulteriore prova di maturità.
Francesco ha scritto:
La chiave psicologica è quella fondamentale per la lettura di questo libro.
Janna è il personaggio centrale del romanzo. Una donna che si rende conto di avere evitato fino a quel momento il coinvolgimento con i drammi della malattia, della morte ed in generale delle sofferenze della vita. Non aveva voluto sapere della malattia di Freddie (suo marito), non riusciva a toccare sua madre consunta dal cancro. E quando da ragazza aveva saputo che la nonna si era ammalata aveva semplicemente girato l’interruttore mentale.
La realizzazione di sè è avvenuta nel mondo del suo lavoro, dove con i colleghi e con Joyce in particolare erano nati autentici e solidi rapporti affettivi.
A 49 anni si rende conto che se dovesse succederle un’altra situazione difficile (come con Freddie o con sua madre) lei non saprebbe come essere diversa : deve imparare come comportarsi.
Ed in questa predisposizione psicologica nasce l’incontro con Maudie Fowler ,…con quel che ne è seguito.
Ma una lettura in chiave filosofico- esistenziale sembra altrettanto interessante. L’autrice scrive questo libro (dai probabili riflessi autobiografici) a 64 anni , un momento giusto della vita per pensare intensamente a questi temi. Il libro convince perché profondamente laico: non ha bisogno di concetti metafisico-religiosi per parlare di quell’atto fondamentale dell’esistenza umana che è la sua conclusione con la morte ( una sorta di convitato di pietra di tutto il libro).
Ma la morte presuppone (normalmente) una vecchiaia.
La quale spalanca il drammatico problema dei rapporti affettivi in un tempo in cui le conoscenze si diradano e la mancanza progressiva delle forze fisiche e intellettuali rende difficile il mantenimento di una qualità di vita anche elementare.
Ed allora se parliamo di morte come non vedere che essa si stende in ogni età della vita. Così ad un estremo c’è la morte di una giovane vita : essa è semplicemente scandalosa . Il bambino o il giovane che muore è quasi sempre inconsapevole. Dall’altro estremo c’è la morte di un vecchio alla quale egli non vuole rassegnarsi: “aspettate un momento” dice Maudie negli ultimi istanti alle infermiere .
Se parliamo di vecchiaia l’autrice è stata capace di mostrarcene un caleidoscopio impressionante:
C’è Maudie,orgogliosa, scontrosa, asociale, non vuole atti caritatevoli od aiuti professionali.
C’è Anna Reeves, egoista , falsa, fragile, sfaticata, sporca..
C’è Eliza Bates, dolce , riconoscente, attiva, linda.
C’è Mr Hodges, rabbioso.
C’è Mrs Penny, ipnotizzata dal suo passato. “Se morisse nessuno verserebbe una lacrima”.
Se parliamo di rapporti affettivi entriamo nel punto focale. Doris Lessing ci dice che ci vuole “ la persona giusta “. Così Janna , in un particolare momento della sua vita, diventa la persona giusta per Maudie, la quale dirà “questo è il periodo più bello della mia vita, ora so che verrai sempre a trovarmi”.
Joyce e Janna sono “persone giuste” tra loro : “Quelli anni che abbiamo passato in perfetta armonia a lavorare insieme…quello era amore”.
Bridget ( l’aiuto domestico) è la persona giusta per i suoi vecchi e per la sua famiglia.
Tutto questo la Lessing ce lo racconta in un contrappunto perfettamente riuscito tra la briosità spumeggiante del mondo giovanile ed effimero della moda e la drammaticità della vecchiaia che scende, inesorabilmente e senza rassegnazione, verso la sua conclusione.
l'incontro del 10 luglio è stato l'ultimo, prima della vacanze: ci ritroveremo il 22 settembre per discutere principalmente di due libri. Questa volta il tradimento è il tema che lega i due titoli: " Maigret e il cliente del sabato" e "La camera azzurra" tutti e due di George Simenon due storie avvincenti con un leggerissimo sfondo giallo.
Il terzo è una "chicca" solo da gustare "Nudi e crudi" di Alan Bennett.
Penso che con l'incontro di luglio, il Gdl di Rozzano abbia posato la terza pietra migliare che segna il suo cammino.
La prima è stata "La dismissione" di Ermanno Rea: ricordo il racconto sofferto di chi si è sentito dismesso non solo come lavoratore, ma anche come persona , e di chi quel senso di appartenenza ad un gruppo lavorativo non l'ha mai provato grazie agli attuali contratti interinali.
La seconda è stata "La visitatrice" di Maeve Brennan: è stata l'occasione per scoprire nuove voci all'interno del gruppo, presenze non nuove o appena collaudate che quella sera hanno preso la parola e che continuano a parlare.
La terza, giovedì sera con "Il diario di Jane Sommers" di Doris Lessing: il libro è stato sviscerato pagina per pagina, personaggio per personaggio e soprattutto paura per paura, solitudine per solitudine. Riflessioni naturalmente diverse legate all'età e al vissuto di ognuno di noi, estremamente coinvolgenti. Momenti intensi che creano una magica tensione che lega le persone che partecipano all'incontro. Qualcuno ha riflettuto su cosa, fino adesso, gli ha dato questo gruppo. Io ho notato che nessuna delle persone iscritte ha lasciato definitivamente questo gruppo. Si torna anche solo per un saluto e si segue la serata anche se non si è letto il libro, solo per godere di quest'atmofera di grande partecipazione. Le opinioni di ciascuno diventano pezzi indispensabili di un puzzle che non avrebbe senso se non fosse completo della voce di tutti.
Buone vacanze a chi deve ancora partire e buon proseguimento a chi è è già partito!!
a cura di Lucia e Alberto



