INCONTRO DEL 19 FEBBRAIO 2008
Serata impegnativa con molti interventi, tutti interessanti, in quanto tre erano i titoli per altrettanti autori, quindi non ci perdiamo in preamboli e passiamo al primo, dei tre.
CHESIL BEACH, scritto da Ian McEwan, editore Einaudi. www.einaudi.it
Osman, un giovane studente universitario, è ossessionato da un magico libro che scava nella pericolosa natura dell'amore e della personalità: trascura la casa e la famiglia, abbandona gli studi. E si innamora della bella Janan, che diventa la sua compagna nella ricerca del significato dei più oscuri segreti di quel libro. Inizia così una straordinaria odissea che trascina la coppia in frenetici viaggi in autubus attraverso il cuore arido della Turchia, in sperdute città di provincia dove il pericolo si annida in ogni strada e dove l'amore non è un rifugio né una garanzia di salvezza.
www.einaudi.it
CHESIL BEACH, scritto da Ian McEwan, editore Einaudi. www.einaudi.itIn una bella notte di luglio del 1962, davanti alla lunga e romantica distesa di ciottoli di Chesil Beach, ha inizio la luna di miele di Florence Mayhew e Edward Ponting, ricca e promettente violinista lei, modesto e promettente storico lui, entrambi nuovi alle vie dell'amore. I due giovani si amano molto e, nel trepidante preludio alla prima notte di nozze, molto se lo ripetono, ma il loro discorso amoroso non va oltre. Mancano a Florence le parole per dire la vergogna e il disgusto che prova al pensiero pur vago di quanto l'attende sotto le coperte ben tese del letto d'albergo, proprio mentre si sforza di non deludere le aspettative del marito; e mancano a Edward le parole per dire l'ansia di non riuscire a contenere l'impazienza e la paura di non saper interpretare i segnali di un corpo sconosciuto e misterioso quanto un'altra galassia. Poco tempo ancora e il vento della liberazione culturale avrebbe soffiato anche su quell'angolo d'Inghilterra, sciogliendo, forse, i loro due destini insieme a quelli delle generazioni a venire. Poco tempo, un anno appena, secondo il poeta Philip Larkin, prima di quell''annus mirabilis' della rivoluzione sessuale - il 1963 appunto, "tra la fine del bando a Lady Chatterley / e il primo ellepí dei Beatles" - quando, sdoganati gli scambi fisici e verbali fra i sessi, il litigio si sarebbe tramutato in accordo e la vergogna in gioco. Ma sulla soglia scomoda di quell'evento sismico, è all'insegna della contesa inibita, davanti a un pasto sgradito che le convenienze impediscono di rifiutare, che Florence e Edward conducono in silenzio il loro delicatissimo negoziato. Occorrerebbe una parola, un solo gesto, per distendere il groviglio e ricordare ai due sposi perché sono lì. Occorrerebbe una parola per impedire alla frustrazione di tramutarsi in fallimento, il fallimento in rabbia, la rabbia in amarezza, rinnovata all'infinito come la risacca sui ciottoli di Chesil Beach.
Il tema del romanzo è stimolante e l'argomento avrebbe potuto spingere l'Autore a cadere in tranelli pruriginosi, al contrario, a suo merito, ha raggiunto il suo scopo, con equilibrio, senza indulgere al voyerismo.
Decisamente Florence è figlia di quegli anni, come il fidanzato Edward, non molto più emancipato di lei. Potrebbe essere individuata quale vittima predestinata del bigottismo imperante prima della rivoluzione sessuale che sarebbe deflagrata dopo pochi anni.
I. M. non è esplicito in proposito, ma forse F. potrebbe aver patito da ragazzina abusi dal padre, da cui la sua frigidità? Fatto è che su di lei incombe questa figura, così come per E. c'è la madre con gravi problemi psichici, indotti da un trauma fisico subito quando lui era un bambino.
Sono immaturi, non hanno il coraggio di esprimere, sopratutto F. , le proprie ossessioni, per raggiungere, con il dialogo, una soluzione; pensano/sognano di formare una famiglia, ma è un astrazione ideale, in sostanza si amano?
Edward, dopo la fuga dalla spiaggia di Florence, non la insegue. Tornato in camera divora la cena non consumata, quindi si dilegua senza più pensare di rintracciare la sposa, nè subito, nè mai in seguito. Così come anche lei non cercherà lui, intraprendendo, con successo, una brillante carriera nel campo della musica. Era innamorato? E lei era innamorata?
Ritorna il quesito che mette in discussione la mancanza d'amore alla base della loro unione così tragicamente naufragata a Chesil Beach. I mesi che li hanno visti fidanzati non sono stati utilizzati per una reciproca conoscenza/confidenza, sono trascorsi invano.
Ritorna il quesito che mette in discussione la mancanza d'amore alla base della loro unione così tragicamente naufragata a Chesil Beach. I mesi che li hanno visti fidanzati non sono stati utilizzati per una reciproca conoscenza/confidenza, sono trascorsi invano.
Chi è stato ventenne negli anni '60 è testimone oggi di molti Florence/Edward, con esiti , fortunatamente, non sempre traumatizzanti.
Al giorno d'oggi accadono ancora fatti simili? I giovani sono tutti informati, arrivano all'età adulta indubbiamente più sessualmente esperti, ma si può affermare lo stessa cosa sul piano dei sentimenti e dell'affettività?
Quanti quesiti, tutti fondamentali per la vita di una donna e di un uomo, ha suscitato questo romanzo di Ian McEwan, che si conferma un buon scrittore.
Osman, un giovane studente universitario, è ossessionato da un magico libro che scava nella pericolosa natura dell'amore e della personalità: trascura la casa e la famiglia, abbandona gli studi. E si innamora della bella Janan, che diventa la sua compagna nella ricerca del significato dei più oscuri segreti di quel libro. Inizia così una straordinaria odissea che trascina la coppia in frenetici viaggi in autubus attraverso il cuore arido della Turchia, in sperdute città di provincia dove il pericolo si annida in ogni strada e dove l'amore non è un rifugio né una garanzia di salvezza.
Al contrario del precedente, che è piaciuto in larga maggioranza, questo romanzo ha destato
non poche perplessità e molti non sono riusciti a terminare la lettura.
Troppi e latenti sono i riferimenti metaforici alla situazione politica della Turchia, così come parecchie sono le allegorie che rendono complicata la comprensione del significato dell'opera, con passaggi surreali, tanto il romanzo si sviluppa su più piani narrativi, da quì la difficoltà di lettura.
La Turchia è da secoli un crogiuolo di civiltà, con enormi differenze reciproche che le separano le une dalle altre a dispetto della promiscuità in cui convivono; Orhan Pamuk, nei suoi romanzi, ci propone gli scontri che ne conseguono, da cui il pessimismo che permea il finale del romanzo.
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Il "rumore bianco" del titolo è il suono che ossessiona il protagonista del romanzo: forse è una semplice emissione della "partitura panasonica" in cui siamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice. Jack Gladney, studioso di Hitler e direttore di un dipartimento di studi hitleriani nella sua università, tiene un corso sul fascino ipnotico esercitato dai discorsi del Fuhrer, dai canti e dagli inni del Terzo Reich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto di ricavarne una specie di nicchia da cui non vuole più uscire. Il romanzo è appunto lo studio di questa perversione. Sino al giorno in cui una nuvola di gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio...
Questa presentazione è solo una componente del romanzo di D.D. il cui titolo ha suscitato perplessità circa il significato che l'Autore ha senza dubbio voluto assegnare.
L'accusa che egli muove al consumismo, all'inquinamento, allo stile di vita sconsiderato, non ultime le conseguenze che ricadono sui figli nelle cosiddette famiglie allargate, è molto esplicita, anche se vi giunge con un cammino complesso.
E' uno spaccato della famiglia tipo americana contemporanea, ma forse c'è dietro dell'altro, non troppo nascosto, reiterato dall'inizio alla fine.
Aspettiamo commenti in proposito, scriveteci.
Il 19 marzo prossimo, alle 20.45
parleremo di omosessualità traendo spunto da:
parleremo di omosessualità traendo spunto da:
GLI OCCHIALI D'ORO di Giorgio Bassani
editore Garzanti (autorizzazione Mondadori)
editore Garzanti (autorizzazione Mondadori)
CAROL di Patricia Highsmith
editore Bompiani
www.bompiani.rcslibri.it
a cura di Lucia e Alberto


