Incontro del 14 dicembre 2007
Una cosa da nulla di Mark Haddon - Einaudi editore - http://www.einaudi.it/Quest'opera è piaciuta a tutti, o quasi, anche se bisogna rilevare che per molti l'approccio è risultato un po' ostico e per niente stimolante. Coloro che hanno resistito hanno scoperto un bel romanzo dove si racconta di una famiglia media inglese dei nostri tempi costretta ad affrontare un momento particolarmente cruciale: un adulterio, una giovane mamma separata con un figlio piccolo, un amore gay, una malattia (presunta), il tutto mentre fervono i preparativi di un matrimonio. Merito dell'Autore aver avuto la capacità di esporli in modo lieve e, a volte, con una sottile vena comica, tipicamente inglese.
Se non avesse usato questo stile, sarebbe stato un romanzo qualunque, così, al contrario, ha fatto partecipe il lettore dei dubbi di Jean che alla fine preferirà il marito George all'amante; dove ha dimostrato che le convenzioni e i pregiudizi sociali borghesi sono sbagliati: Ray si rivelerà, alla resa dei conti, un uomo dalla testa sulle spalle, concreto nei fatti, il nuovo marito per la figlia e in pratica l'artefice della felice conclusione della vicenda. M.H. ha infine descritto un amore omosessuale con garbo e semplicità. Un epilogo dove l'istituzione famigliare prevale su tutto in un alone d'ottimismo.
editore - http://www.einaudi.it/Questo è un romanzo molto diverso dal precedente. I protagonisti sono due figure tipiche nuovayorkesi: l'ebreo russo - Morris Bober - proprietario di un negozietto, oppresso oltre che da miseria e sfortuna anche da un atavico pessimismo; poi, il commesso, il giovane immigrato italiano, Frank Alpine, che porta con sè la furbizia contadina e nello stesso tempo l'umiltà da pastore di pecore o da frate francescano, innamorato di Helen, la figlia di Morris.
Se il romanzo precedente ha il lieto fine, questo ha un finale che lascia il dubbio dell'ombra di una spirale che s'involve e che riporta il protagonista, e con lui il lettore, alla prima pagina del romanzo.
Unanime l'interrogativo: qual'è il vero Frank? Quello che all'inizio della storia rapina il misero Morris e poi diventa il commesso (del titolo) ? Oppure è quello che svolge un doppio lavoro per consentire a Helen, dopo la morte del padre, di poter terminare gli studi, interrotti per aiutare economicamente i genitori?
E ancora: il suo altruismo nasconde uno scopo? F. è identificabile nello stereotipo dell'immigrato che, senza arte nè parte, si costruisce da solo, con la fatica del lavoro e dell'intraprendenza personale, un futuro di successo?
L'opera, pur nella sua struggente malinconia, è piaciuta. Il piccolo angolo di NY dell'immediato secondo dopoguerra, con i suoi miseri protagonisti, poveri, tipicamente yiddish, un mondo chiuso in sè stesso e senza speranza, prigionieri della rigidità della loro cultura, ha coinvolto il lettore, tanto che, a volte, ha dovuto interrompere la lettura, riprendere fiato, e poi proseguire.
Prossimo incontro
lunedì 14 gennaio 2008
Un amore - Dino Buzzati - Mondadori
L'animale morente - Philip Roth - Einaudi
A cura di Lucia e Alberto

