INCONTRO DEL 13 NOVEMBRE 2007
Scusate il ritardo ma un Cadavere in biblioteca ci ha sottratto tempo prezioso a scapito del resoconto dell'incontro al quale ha partecipato, a sorpresa, Carla Cencini, fondatrice e conduttrice del Gruppo di Lettura di Trezzano s/Naviglio.
Serata intensa con i tre finalisti del
Premio Europa, giunto quest'anno alla decima edizione.
Dopo una breve cronaca della cerimonia di premiazione svoltasi a Bastia Umbra che ha visto vincitore il romanzo
"La puttana del tedesco" di Giovanni D'Alessandro ed. Rizzoli - http://www.rizzoli.it/ , è iniziato il giro dei commenti con il secondo classificato
"Dietro il tuo silenzio" di Laura Facchi ed. Mondadori - http://www.mondadori.it/ .
Monica è una donna di trentasette anni che lavora in una piccola libreria di Milano. È sposata con Marco da tredici anni, si sono conosciuti ai tempi dell'università. È stato un grande amore, ma il passare del tempo insieme al radicarsi di un'incomprensione che poco per volta si carica di rancore e risentimento annienta la passione. L'uomo si chiude sempre più in se stesso, diventa freddo, incapace di comunicare e distaccato. Almeno così appare agli occhi di Monica - la narratrice della storia - che comincia a tradirlo. Sembra una vicenda del tutto ordinaria, una storia di vita coniugale come tante. Ma a questo punto succede l'assurdo, l'incredibile, l'irreparabile. Marco compie un gesto di assoluta, tragica follia, consegnando a Monica un'eredità di vergogna e di orrore. Ma cosa ha portato Marco a tanto? Dietro l'enormità di un silenzio che ingigantisce ogni attimo che passa, comincia l'indagine di Monica. È un analisi spietata su di sé, su una persona che si credeva di conoscere, su tanti anni di vita insieme. È il tentativo estremo di sfuggire a una maledizione caduta su di lei come un marchio che dovrebbe segnarla finché vive. Laura Facchi riesce a ricostruire e a sciogliere con nitidezza implacabile un groviglio di mostruosa ordinarietà davanti al quale chiunque arretrerebbe. Il risultato è una lettura che si fa col fiato sospeso e l'impossibilità di staccarsi dalla tremenda lucidità della storia.
Fronte spaccato, come sovente accade, tra chi ha interpretato il gesto di Marco come una lucida, tragica, tremenda vendetta e coloro che, invece, vi hanno letto solo il germe di una follia, seppure con i medesimi aggettivi: lucida, ecc..
La figura di Monica è piaciuta perché ha compiuto un percorso di autoanalisi, al cui termine ha sviscerato fino in fondo la vita in comune con il marito, divenuta con gli anni grigia e scialba; ma come ha fatto a vivere in quel modo? La loro vita si è lentamente spenta e inaridita giorno per giorno; lei non ha saputo leggere la follia che si era impossessata della mente di Marco.
Di contro ad alcuni altri il libro non è piaciuto, avendolo trovato banale, con situazioni troppo romanzesche e una scrittura poco evoluta.
Una nota singolare: un paio di lettori sono rimasti sorpresi che la vicenda fosse vera, ritenendola la trasposizione di un sogno/incubo, immaginando Monica che, nell'ultimo capitolo, si risveglia con un
happy end anni '50.
Settembre 1943, Abruzzo centrale, conca di Sulmona. Ada è una giovane vedova provata dalla vita, con due figli piccoli. Da quando ha perso il marito - tre anni prima - si è adattata a fare ogni lavoro, rinunciando completamente a se stessa. E' però fiera e orgogliosa, e sa nascondere le ristrettezze in cui vive. A volte se ne va da sola sui monti, come una pazza, a raccogliere gli òrapi - una verdura selvatica - e a piangere, là dove finalmente nessuno la vede. Dopo l'armistizio, le truppe tedesche calano sull'Appennino centrale, per attestarvi la linea Gustav L'Abruzzo si avvia a pagare alla guerra il suo tributo di devastazioni, violenze, eccidi consumati a danno della popolazione inerme; questo mentre i bombardamenti angloamericani riducono interi centri abitati a cumuli di macerie... Nel dolente microcosmo di Ada compare un giorno Helm, un soldato austriaco di venticinque anni, con indosso l'uniforme della Wehrmacht, il quale pian piano entra nel suo mondo. Dopo l'iniziale diffidenza e timidezza, Ada si lascia conquistare. Tra loro nasce così un amore silenzioso e carnale, umile e perentorio, in lotta contro l'ostilità e la condanna della gente che fanno di Ada, vedova stimata da tutti, la scandalosa "puttana del tedesco". Questo è il titolo, volutamente duro, di una storia di tenerezza e amore che si afferma con tenacia, andando contro le logiche di un mondo in guerra. Una vicenda che si inscrive in una pagina del secondo conflitto mondiale non adeguatamente conosciuta per i suoi costi umani, resa da D'Alessandro con meticolosa aderenza alle fonti e con prosa asciutta, rocciosa quanto le montagne abruzzesi.
Come nel precedente, anche in questo romanzo c'è una donna protagonista assoluta: Ada.
A tutti è piaciuta per il suo spirito, la determinazione, il coraggio nel proteggere i due figli.
Poi abbiamo il secondo punto di gradimento: la rievocazione, per gli over '60, e la scoperta, per i più giovani, di un periodo di storia d'Italia non facile, la descrizione della vita quotidiana delle famiglie italiane alle prese con la fame per scarsità di cibo, la mancanza di un reddito a causa delle poche attività lavorative stabili, la devastazione della guerra, i lutti provocati da quest'ultima tra familiari e amici.
Ai nostri giorni l'ostracismo di cui Ada è rimasta vittima, potrebbe sorprendere, in special modo i giovani, ma risulta comprensibile - ecco la testimonianza storica - e del tutto plausibile se rapportato ai tempi, ai luoghi (la provincia), alla cultura civile e religiosa, nel contesto di una guerra e di un'occupazione straniera. Sorprendente e straordinario, per i motivi precedentemente ricordati, il personaggio del parroco, determinante e decisivo per la salvezza di Ada.
Purtroppo la scrittura è stata definita modesta (troppo asciutta?) e i capitoli finali riguardanti gli ultimi decenni del 1900, assomiglianti ad una cronaca, forse superflui.
Infine
"Controllo assoluto" di Luca Bandini ed. Marsilio http://www.marsilioeditori.it/ un romanzo che rientra nella categoria dei thriller, terzo classificato.
Quattro suicidi contemporanei e inspiegabili in quattro luoghi diversi, lontani migliaia di chilometri. E se non fosse stato per un semplice caso, nessuno li avrebbe mai messi in relazione fra loro. Il caso è la passione per le gare automobilistiche che lega Erja, una giornalista finlandese figlia di uno dei suicidi, a Mike, giovane rallista inglese che assiste sgomento alla morte del suo pilota Jackie, lanciatosi con la loro vettura contro una cisterna carica di benzina al termine della gara che li aveva visti conquistare il podio. Né Erja né Mike accettano il suicidio come spiegazione per la morte dei loro cari, ma la domanda che si pongono scatena una nuova spirale di violenza: nessuno deve sapere chi e come ha spinto quelle quattro persone a uccidersi. Nelle foreste finlandesi i due ragazzi verranno braccati senza tregua, e una lunga scia di sangue segnerà il loro cammino verso la verità. Sarà un percorso che li porterà fino in Svizzera, dove tutto ha avuto inizio e dove, con l'aiuto di due originali e stravaganti personaggi, si troveranno a fronteggiare una terribile minaccia. Luca Bandini ha vinto con "Controllo assoluto" il Premio Palazzo al Bosco per l'inedito nel 2005. Nel 2003 ha pubblicato il romanzo "In fondo al buio".
Questo thriller ha suscitato poco entusiamo forse perchè si colloca nel settore specifico dei soli appassionati del genere e di conseguenza non seguito dalla maggioranza degli altri lettori.
L'idea alla base del libro è intrigante, merito all'Autore averla immaginata, al quale però è stata rimproverata una scrittura poco elaborata, con gli approfondimenti psicologici relativamente superficiali e un finale troppo sbrigativo.
NEL PROSSIMO INCONTRO DI VENERDI' 14 DICEMBRE
COMMENTEREMO
UNA COSA DA NULLA di MARK HADDON
e
a cura di Lucia e Alberto