Viaggiare in Cascina
Il tema del viaggio è ricorrente nei mesi estivi. Le vacanze, tanto sospirate durante l’anno, ci portano a visitare luoghi lontani, a conoscere culture differenti… ma non sempre c’è bisogno di muoversi, a volte basta un libro o una serata a tema: la biblioteca di Rozzano ne ha organizzate due.
Un viaggio nel tempo…
Nella bella cornice della Cascina Grande il direttore dell'Europeo: Daniele Protti, insieme a Luciano Pero, Ottavia Piccolo e Gianni Pettenati ha ricordato gli anni ’60. Ognuno di loro ha raccontato la storia di quegli anni attraverso la memoria personale e ne è scaturito uno spaccato intessuto di grandi cambiamenti, di lotte per la parità dei diritti, per una migliore condizione di vita degli operai nelle fabbriche aiutati dagli universitari che lottavano al loro finaco, ma anche all’interno delle stesse università c’erano fermenti di cambiamento, la cultura che s’insegnava era vecchia e parziale, molti libri non potevano essere letti…
Tra il pubblico è intervenuto un nostro concittadino che in quegli anni ed esattamente il 5 maggio 1968 ha preso il treno che da Porto Empedocle lo ha portato a Rozzano: aveva 19 anni. Dai vetri del finestrino di quel lungo viaggio ha visto passare campagne, città, monti, fiumi, persone chine sui campi, biciclette ferme ai passaggi a livello, ha attraversato l’Italia per ritrovarsi in un paese così lontano da casa, ma dalle sue parole così simile a quello che aveva lasciato; attraverso il suo intervento hanno ripreso vita personaggi ormai scomparsi, ma che ancora vivono nella memoria di chi li ha conosciuti.
Un viaggio nel tempo…
Nella bella cornice della Cascina Grande il direttore dell'Europeo: Daniele Protti, insieme a Luciano Pero, Ottavia Piccolo e Gianni Pettenati ha ricordato gli anni ’60. Ognuno di loro ha raccontato la storia di quegli anni attraverso la memoria personale e ne è scaturito uno spaccato intessuto di grandi cambiamenti, di lotte per la parità dei diritti, per una migliore condizione di vita degli operai nelle fabbriche aiutati dagli universitari che lottavano al loro finaco, ma anche all’interno delle stesse università c’erano fermenti di cambiamento, la cultura che s’insegnava era vecchia e parziale, molti libri non potevano essere letti…
Tra il pubblico è intervenuto un nostro concittadino che in quegli anni ed esattamente il 5 maggio 1968 ha preso il treno che da Porto Empedocle lo ha portato a Rozzano: aveva 19 anni. Dai vetri del finestrino di quel lungo viaggio ha visto passare campagne, città, monti, fiumi, persone chine sui campi, biciclette ferme ai passaggi a livello, ha attraversato l’Italia per ritrovarsi in un paese così lontano da casa, ma dalle sue parole così simile a quello che aveva lasciato; attraverso il suo intervento hanno ripreso vita personaggi ormai scomparsi, ma che ancora vivono nella memoria di chi li ha conosciuti.
Viaggio all’interno di sé…
Giovedì 6 luglio in biblioteca Giacomina Virga ha presentato il libro della scrittrice nonché frequentatrice della nostra biblioteca Manuela Stefani “La casa degli ulivi” edito da Mondadori.
Il romanzo, ambientato negli anni Ottanta, racconta la storia di Anna, quarant’enne milanese single che decide di fare una vancaza in una masseria calabrese vicino al mare ospite di due sorelle: Angela e Teresa, molto diverse tra loro. Una vacanza che doveva essere all’insegna del relax, diventerà qualcosa di molto diverso.
Il libro ci porta ad esplorare l’Io interiore della protagonista attraverso i suoi pensieri, i suoi sogni, che si scontrano brutalmente con la realtà che per molto tempo si ostina a non vedere, ma l’ambiente calabro, così lontano dalla sua città la sveglia dal suo torpore. L’autrice ci mostra che la ricerca dell’amore è comune ad ogni donna, qualunque sia il ceto sociale d’appartenenza, ma vuole sottolineare che la vita va vista e vissuta attraverso la realtà e non attraverso ciò che vorremmo fosse. Ad ognuno è capitato di trovarsi in un momento della propria vita in una situazione dove sembra che niente debba cambiare; quasi in un vicolo cieco, ma basta guardarsi intorno, quardarsi dentro e scoprire nuove prostettive: un nuovo viaggio è comonciato.
A cura di
Lucia Gandolfi


