Incontro del 19 maggio 2006

Il primo libro della serata è di Margareth Mazzantini - Non ti muovere - di cui diamo un breve sunto.
Una giornata di pioggia e di uccelli che sporcano le strade, una ragazza di quindici anni che scivola e cade dal motorino. Una corsa in ambulanza verso l'ospedale. Lo stesso dove il padre lavora come chirurgo. È lui che racconta l'accerchiamento terribile e minuzioso del destino. Il padre in attesa, immobile nella sua casacca verde, in un salotto attiguo alla sala operatoria. E in questa attesa, gelata dal terrore di un evento estremo, quest'uomo, che da anni sembra essersi accomodato nella sua quieta esistenza di stimato professionista, di tiepido marito di una brillante giornalista, di padre distratto di un'adolescente come tante, è di colpo messo a nudo, scorticato, costretto a raccontarsi una verità straniata e violenta.
A questo punto è il caso di aggiungere che la "verità straniata e violenta" è il rapporto con Italia, la donna che porta Timoteo ad un certo punto della sua vita ad un bivio.
Per questo post vogliamo provare una forma più diretta riferendo i commenti riportati uno di seguito all'altro senza mediazione da parte nostra.
- Timoteo, nonostante i successi professionali, è un uomo senza spina dorsale, combattuto tra due donne, la moglie Elsa e l'amante Italia, attende che la vita gli risolva i suoi dubbi.
- Italia rappresenta l'amore disinteressato; l'unico rapporto che Timoteo, pur non cercandolo inconsapevolmente lo trova e lo custodisce gelosamente dagli sguardi altrui.
- Italia rappresenta anche la spontaneità in quanto non rientra negli schemi sociali, è un mondo a parte.
- Se Italia non fosse morta, Timoteo avrebbe veramente lasciato la moglie e la figlia appena nata?
- Angela, la figlia in sala operatoria, tra la vita e la morte, ha fatto ricordare un'esperienza vissuta riproponendo sentimenti ed emozioni di quei momenti.
- L'autrice Donna ha la non comune capacità di esprimere sensazioni e pensieri tipicamente maschili. Nel disegnare la figura di Timoteo ha forse, la scrittrice, preso spunto dal marito, Sergio Castellitto? O forse la trasposizione cinematografica in cui recita quest'ultimo influenza la fantasia del lettore?
Abbiamo lasciato per ultimo il commento, forse l'unico, in contrasto rispetto a quelli precedenti che trova il romanzo superficiale in quanto i sentimenti dei personaggi non vengono sufficientemente approfonditi al contrario di quanto fatto da Philip Roth ne "La macchia umana", secondo libro della serata.

Coleman Silk è un professore di lettere antiche stimato e rispettato. E' stato persino preside. La sua carriera di colpo s'interrompe il giorno in cui, per indicare due studenti che non si presentano mai a lezione, usa la parola "spooks" (spettri), desueto termine spregiativo riferito alle persone di colore. Quel che Coleman non sa è che i due studenti sono appunto dei neri. Costretto a dimettersi per evitare un "processo" pubblico, il professore vede la sua vita andare lentamente ma inesorabilmente a rotoli. Si lega a una giovane inserviente del college, Faunia, all'apparenza analfabeta, e per questo riceve lettere anonime che lo accusano di "abusare sessualmente" di una donna in difficoltà. Ma Coleman ha anche un terribile segreto che nasconde da cinquant'anni, e lo fa così bene che nessuno, nemmeno sua moglie e i suoi figli, se n'è mai accorto. Mentre la sua vita precipita nel caos, l'America non a caso sta vivendo l'evento più inspiegabile della sua storia democratica: siamo infatti nel 1998, "l'estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti".
- Romanzo tipicamente americano per argomento, contenuti, cultura, con una trama che si dipana, man mano che la lettura procede, con sviluppi inattesi. La lettura non è sempre facile: P.R. scrive a volte in modo torrenziale e molto occorre applicarsi per non perdere il filo. A oltre cento quarant'anni dalla Guerra Civile nella vita quotidiana statunitense pregiudizi e separazioni razziali sono ancora vivi e radicati.
- L'autore è bravo a trasmetterci i pensieri più profondi dei personaggi, le loro paure, la loro rabbia, i loro segreti vengono dipanati man mano che la storia procede.
- Un buon romanzo in cui l’autore scava negli animi dei personaggi e produce dei ritratti precisi e netti, lasciando poco spazio all’immaginazione personale del lettore.
- Roth ci fa riflettere sulla complessità dell’animo umano, ci ricorda che non abbiamo alcun diritto di giudicare gli altri; spesso le situazioni che l'uomo va creando intorno a sé nascono quasi per caso.
- E’ un atto di accusa contro la società benpensante e perbenista americana.
- Faunia ha volutamente abbassato il suo profilo umano per sopravvivere a tutte le sciagure che l’hanno afflitta dall’infanzia. Ha scelto il suo nuovo modo di vivere per poter essere finalmente libera.
- Ha suscitato impressione la figura del marito di Faunia che è un reduce dal Vietnam ed è vittima delle atrocità di guerra, sia di quelle subite che di quelle a sua volta perpetrate e finirà per essere protagonista inconsapevole del tragico finale. Con questo personaggio Roth ci da uno spaccato sulla rieducazione dei reduci dal Vietnam. Sono pagine molto forti e coinvolgenti come del resto tutto il libro.
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